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Scende al 60 % la capienza massima per i trasporti pubblici e si riduce al 50% la presenza in aula degli studenti delle scuole superiori (terze, quarte e quinte) sostituita dalla didattica a distanza; si ferma la movida fuori da bar e ristoranti e si vieta l’alcol nei parchi e nelle aree verdi; vengono confermate e rafforzate le regole antiassembramento e anticontagio per i centri commerciali (una persona ogni 10 metri quadrati), e le palestre; le sale gioco e le sale bingo aprono alle 8 e chiudono alle 21.


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Dopo le dimissioni da vicesindaco e assessore di Andrea Assenti, candidatosi alle elezioni regionali del settembre 2020, il sindaco Pasqualino Piunti ha provveduto a definire un nuovo assetto della Giunta Comunale nominando assessore Pierfrancesco Troli, sinora consigliere comunale del gruppo Fratelli d'Italia, e redistribuendo le deleghe con cambiamenti che riguardano il vicesindaco Pierluigi Tassotti.


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Obbligo di mascherina h24 anche all’aperto nel caso di assembramenti attivo delle 00.00 di stanotte; tamponi rapidi a disposizione delle scuole. È cominciato con una riunione operativa con i vertici della Sanità marchigiana il primo giorno del nuovo presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli a Palazzo Raffaello.




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“Un risultato storico, grazie al quale vogliamo recuperare la frattura tra istituzioni e territorio, per dare risposte concrete e attese dalla comunità marchigiana”. Sono le prime parole da governatore delle Marche che il nuovo presidente della Regione, Francesco Acquaroli, ha pronunciato nella sala stampa allestita a Palazzo Leopardi.



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Il candidato del centro destra Francesco Acquaroli è il nuovo governatore delle Marche suggellando uno storico "ribaltone" delle Marche. Con quasi il 50% dei voti e la maggioranza assoluta in tre province su cinque (Macerata, Fermo e Ascoli Piceno) lascia indietro lo sfidante di Centro Sinistra Maurizio Mangialardi che conquista solo la provincia di Ancona.




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A tutti gli elettori e a tutte le elettrici della regione Marche l’invito a votare NO al referendum confermativo del 20 e 21 settembre per difendere la democrazia della Repubblica parlamentare italiana e la rappresentanza in Parlamento di tutti i territori, in particolare di quelli meno popolosi che questa riforma renderebbe senza voce.


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“Alle marchigiane e ai marchigiani chiediamo un voto utile per le Marche’.E’ l’appello del segretario regionale Pd, Giovanni Gostoli, fiducioso sulle prossime elezioni regionali, soddisfatto della riuscita della manifestazione regionale a Civitanova Marche con oltre mille persone e di una campagna elettorale che, nonostante le difficoltà causate dal Covid-19 e il periodo estivo, è stata di una forte mobilitazione, grazie anche alla bella squadra del Partito democratico.


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La tutela del Made in Marche e uno snellimento delle procedure burocratiche tra le richieste più sentite dell’agricoltura elencate dalla presidente di Coldiretti Marche, Maria Letizia Gardoni, al candidato governatore per il centrodestra Francesco Acquaroli, incontrato questa mattina ad Ancona al centro congressi dell’Accademia di Babele, insieme alla presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, nella nostra regione per la chiusura della campagna elettorale.


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Sono stati davvero tanti i cittadini che, pur nel rispetto delle norme anti Covid, hanno voluto prendere parte alla manifestazione di chiusura della campagna elettorale di Maurizio Mangialardi e Narciso Ricotta, svoltasi a Macerata, in piazza Vittorio Veneto.


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“La drammatica esperienza del Covid ci dice chiaramente che nel settore della sanità pubblica è necessaria una rivoluzione. Una rivoluzione che dopo i tagli e le restrizioni imposte dai governi nazionali negli scorsi anni rimetta al centro il potenziamento delle strutture sanitarie, la costruzione di nuovi ospedali, tecnologici e moderni, e lo sviluppo della medicina del territorio”.



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“Come tanti, ho vissuto una di apprensione, con il grande timore che l’incendio divampato al porto di Ancona potesse causare la perdita di vite umane, eventualità poi per fortuna svanita. Il nostro più sentito e doveroso ringraziamento va naturalmente a tutto il personale dei Vigili del Fuoco giunto da diverse città della regione, immediatamente prodigatosi per domare le fiamme e mettere in sicurezza l’intera area.






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Questa mattina Fratelli d’Italia Marche ha indetto una tavola rotonda invitando, alla presenza dell’On. Francesco Acquaroli – candidato Presidente della Regione Marche – e dell’On. Emanuele Prisco, i rappresentanti di tutti gli ordini professionali della regione. L’equo compenso e il coinvolgimento diretto nei processi decisionali sono stati i principali temi emersi dalla discussione.







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“Chiedo a Salvini di venire nelle Marche per un confronto diretto con me sul futuro della nostra regione. È una richiesta assolutamente legittima, non solo perché Acquaroli continua a essere evasivo sui temi programmatici ed è costantemente sopraffatto dai suoi caporioni mandati da Roma, ma anche perché è giusto che i marchigiani scelgano con cognizione di causa chi dovrà governare i prossimi cinque anni.



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"Sento che Acquaroli continua a parlare a sproposito di sanità pubblica, dimenticando che i partiti del centrodestra al governo di Regioni come Lombardia e Veneto hanno raggiunto livelli di privatizzazione che mettono letteralmente a rischio il carattere universale del diritto alla salute. Un modello di sanità che ha tragicamente rivelato il suo triste volto proprio durante la recente pandemia.



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Con queste nuove riflessioni oggi vogliamo mettere in evidenza il legame che esiste tra l’attività politica dei parlamentari, che ricordiamo essere espressioni della sovranità popolare, e la legge elettorale che li crea.


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Non sempre corriamo dietro a Mangialardi, poiché è talmente povero di contenuti che il più delle volte abbiamo pena a far polemica. Evidentemente, a corto di argomenti, insieme ai suoi sostenitori è corso a spulciare, magari per ispirarsi, il programma elettorale del candidato Acquaroli.


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In questo momento storico difficilissimo per l’Italia e per il mondo, assistiamo in maniera quasi impotente, pur senza arrenderci, alla vacuità di una politica e di una classe dirigente che ha cavalcato il disagio sociale per costruirsi un consenso fondato sulle illusioni, o meglio sull’imbroglio, dell’antipolitica. È in atto una recessione del principio elettivo che sta colpendo tutte le democrazie pluraliste occidentali consolidate, in particolare a causa dei movimenti populisti che si ergono contro la rappresentanza e tutto il pluralismo partitico.


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Quando fu scritta la Costituzione, nel 1947, i collegamenti con Roma erano scarsi e il numero dei parlamentari eletti fu fissato in 945. Già la riduzione a 600, in realtà, considerando la proporzione del 1947, è un dimezzamento. Oggi la pretesa di tagliare ancora il numero dei parlamentari è un’operazione antitecnologica, perché presuppone un’Italia ferma nel tempo, ed è antipopolare perché nega la crescita demografica. Può sembrare semplicemente uno slogan accattivante da campagna elettorale, ma in realtà è vero.


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Il costo dei parlamentari a giustificazione delle ragioni per il Sì al referendum del 20-21 settembre è un argomento fallace e che, portato ai suoi estremi, porterebbe all’assolutismo. Il falso attacco alla casta diventa difesa demagogica della casta stessa. La questione vera invece è questa: andiamo verso una riforma che aumenta i diritti dei cittadini oppure no?