Pci: "Filisetti si ripete in occasione del 25 aprile"

2' di lettura 23/04/2021 - Cambiano i Governi uno dietro l’altro, ma Marco Ugo Filisetti, calato anni fa dal Nord a dirigere l’Ufficio scolastico regionale delle Marche, è sempre al suo posto, a dispensare messaggi non richiesti ai giovani della nostra regione, che egli considera evidentemente zona di conquista e trampolino per qualche candidatura che lo elevi nella destra politica di cui fa parte.

Solo pochi mesi fa, uscendo da un lungo letargo in cui si era limitato a percepire l’appannaggio facendosi sentire e vedere il meno possibile, aveva lanciato un proclama sulla prima guerra mondiale intriso di retorica dannunziana fuori tempo, per l’occasione della ricorrenza del 4 novembre. Ora si ripete col 25 Aprile, anniversario dell’insurrezione vittoriosa contro il nazifascismo e festa della Liberazione, e prova a suggerire con tono più dimesso che in fondo vittime della guerra ci sono state da entrambe le parti e che è il caso di superare le divisioni sul passato, le “antitesi disperate”, le “demonizzazioni reciproche”, per riconoscere e accettare “tutti nella propria storia”, proiettandosi insieme sulla “competizione mondiale”.

In altre parole il signor Filisetti vorrebbe che si passasse un colpo di spugna sulla storia passata, mettendo sullo stesso piano fascisti e antifascisti, razzisti e antirazzisti, responsabili della politica aggressiva di dominio e di sterminio e popoli e partigiani che hanno combattuto per impedire il trionfo della barbarie. Vorrebbe che si nascondesse che tra i “nostri padri e nonni”, che “con il 25 aprile ci hanno dato la Costituzione”, i fascisti della Repubblica di Salò non c’erano. Stavano dall’altra parte, partecipavano a mantenere l’occupazione nazista dell’Italia, collaboravano con la Germania di Hitler alla caccia agli ebrei e alle stragi che insanguinarono anche il nostro Paese.

Per questo, caro Filisetti, troviamo pietoso, inaccettabile ed anche vergognoso il suo tentativo di occultare i caratteri fondanti della nostra Costituzione, che pure ha l’ardire di citare: e cioè il ripudio della guerra, che volle ignorare nel suo messaggio di qualche mese fa, e l’antifascismo che tenta oggi di nascondere e rimuovere.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-04-2021 alle 20:30 sul giornale del 24 aprile 2021 - 108 letture

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