Pronto soccorso in rivolta a S.Benedetto. Castelli: “Hanno ragione”

guido castelli 1' di lettura 19/08/2020 - I medici del Pronto Soccorso di San Benedetto hanno deciso di prendere carta e penna per contestare l’insufficienza delle dotazioni umane e strumentali a disposizione del servizio.

Difficile dare loro torto visto che quello di San Benedetto è, per carichi di lavoro, il secondo Pronto Soccorso di tutte le Marche e che l’emergenza COVID ha imposto una duplicazione di percorsi che ha reso insostenibile l’attuale deficit di personale. Del resto la giurisprudenza è concorde nel sanzionare, anche in termini di responsabilità civile, scelte aziendali che non dipendono dal medico ma da difetti di organizzazione riconducibili all’azienda.

Presumo che la goccia che ha fatto traboccare il vaso siano gli esiti di un recente concorso bandito dall’Asur per l’assunzione di 60 medici di P.S. A parte che a presentarsi sono stati “appena” 14 medici ma quel - che è più grave - sembra che l’ASUR - dopo tante lungaggini - abbia deciso di assegnare ad un’altra area vasta un medico già provvisoriamente in forza al PS di San Benedetto.

Come dire? Cornuti e mazziati da un' ASUR che ordina e dispone senza rispetto per l’Area Vasta 5. Il Direttore Milani, ad onor del vero, si è molto battuto contro questa ingiustizia ma fin tanto che non sarà restituita autonomia ai territori, non ci saranno mai garanzie sufficienti contro le prevaricazioni dell’ASUR. Voltiamo pagina e facciamolo presto. Il caso del PS di San Benedetto insegna è il modello ASUR che va cambiato.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-08-2020 alle 17:22 sul giornale del 20 agosto 2020 - 237 letture

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