Le sculture moderne del centro. Breve storia e significato iniziando da 'Ubu'

1' di lettura 18/05/2015 - Sono sopite oramai, le polemiche per le sculture, opere di artisti contemporanei importanti, che alcuni anni fa fecero la loro comparsa nel centro della città come mostra permanente a cielo aperto e che abbelliscono il Corso, facendone una vera e propria galleria d’arte contemporanea.

Tra le opere installate, una destò curiosità, perplessità e forti critiche . Molti lo soprannominarono subito “lù mammucce” in dialetto locale, cioè il mammoccio, visto la particolarità della statua. Si tratta de “Il saluto di Ubu” di Enrico Baj che si trova a Largo Pietro Micca a ridosso del Corso Moretti.

L’opera fu inaugurata nel novembre 2001. La scultura in bronzo di nome Ubu raffigura un personaggio immaginario, un gioco per tutti in un certo senso. Composto anche da pietre colorate, fiori di bronzo variopinto, pezzi meccanici che rappresentano il naso, la bocca e gli occhi Ubu sembra che saluti tutti, turisti e residenti estendendo un benvenuto a chi passeggia al centro.

Enrico Baj è stato uno dei più grandi artisti del nostro tempo. Il suo lavoro si richiama a un’opera teatrale di Alfred Jarry fondatore della Patafisica, corrente artistica nata sul finire dell’Ottocento.

Oggi i residenti hanno assimilato in un certo senso la scultura, che rimane in ogni caso uno spunto alla fantasia e all’ immaginazione di chi la scopre la prima volta o si sofferma a osservarla come vera e propria opera d’arte nel cosiddetto “salotto buono” di San Benedetto.


di Roberto Guidotti  
redazione@viveresanbenedetto.it







Questo è un articolo pubblicato il 18-05-2015 alle 21:45 sul giornale del 19 maggio 2015 - 1265 letture

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