Due 'compleanni' importanti negli uffici postali della provincia di Ascoli

2' di lettura 16/04/2015 - Traguardo storico negli uffici postali della provincia: libretti e Buoni Fruttiferi Postali compiono rispettivamente 140 e 90 anni di vita.

In oltre 150 anni Poste Italiane si è confermata la “cassaforte sicura” dei risparmiatori: nelle Marche lo stock complessivo di Bfp supera attualmente il valore di 11 miliardi di euro, mentre a livello nazionale si va oltre i 211 miliardi.

Nemmeno il difficile scenario economico-finanziario degli ultimi anni ha modificato tale preferenza da parte delle famiglie di Ascoli che, anzi, hanno aumentato la loro propensione al risparmio, continuando ad affidare a Poste Italiane la garanzia per il loro sereno futuro economico. In particolare, il loro apprezzamento si rivolge ormai fin dal 1925 ai Buoni fruttiferi postali che, insieme ai preesistenti Libretti postali (attualmente sono oltre 95.000 quelli attivi in provincia di Ascoli), rappresentano un approdo sicuro e garantito dallo Stato.

Libretti e Buoni fruttiferi postali sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti e collocati in esclusiva da Poste Italiane in tutti gli uffici postali presenti sul territorio nazionale. L’investimento in Buoni fruttiferi postali garantisce sempre la restituzione del capitale investito più gli interessi maturati. Nel corso degli anni Cdp e Poste Italiane hanno ampliato la gamma dei Bfp ritagliandone l’offerta in diverse tipologie in base alle esigenze del risparmiatore.

Un po’ di storia

Nel 1875, su iniziativa del Ministro delle Finanze Quintino Sella il Parlamento approvò la legge che istituì le Casse di Risparmio Postali. Nello stesso anno le Regie Poste emisero il Libretto di Risparmio Postale, disponibile dall’anno successivo, e rivolto in particolare ai piccoli risparmiatori. I libretti attivati furono 57 mila nel 1876, 4.300.000 nel 1901 e arrivarono a circa 6 milioni nel 1912.

Il 1925 fu l’anno di nascita dei Buoni Fruttiferi Postali che affiancarono i già affermati Libretti di Risparmio postale e, come questi, consentirono allo Stato italiano di acquisire risorse per finanziare la realizzazione di opere pubbliche.

La prima emissione di Buoni Postali Fruttiferi risale al marzo del 1925 nei tagli da 100, 500, 1.000 e 5.000 lire. Riscossero un successo immediato: dopo un mese l’ammontare complessivo dei risparmi investiti in Buoni Postali Fruttiferi ammontava già a circa 30 milioni di lire, toccando i 470 milioni a dicembre dello stesso anno. La cifra si triplicò in poco più di tre anni: 1.500 milioni di lire al 30 giugno del 1928.

Si pensò anche agli italiani che vivevano all’estero per i quali fu emessa una serie speciale di Buoni Postali Fruttiferi in sterline e in dollari.
Il successo dei Buoni fu tale che si sottoscrissero anche durante la seconda guerra mondiale con tassi fra il 4 e il 5%.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-04-2015 alle 17:27 sul giornale del 17 aprile 2015 - 364 letture

In questo articolo si parla di attualità, poste italiane

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