L’Assessore Spadoni contro la Movida molesta: 'Cerchiamo confronti e soluzioni condivise'

3' di lettura 08/04/2015 - Lo scorso febbraio l’Assessore ai Beni comuni e alla Mobilità Luca Spadoni ha proposto la costituzione di un comitato permanente contro la Movida “fracassona” sambenedettese. Un consiglio che coinvolga cittadini e Pubblica Amministrazione. Abbiamo incontrato l’assessore per conoscere il suo punto di vista.

- Lo scorso Febbraio ha proposto un Comitato permanente contro la movida molesta e il 23 Marzo c’è stata la prima riunione. Di cosa si è discusso e quali sono i propositi che il Comitato si prefigge?

Il Comitato ha lo scopo di mettere intorno a un tavolo i rappresentanti delle associazioni di cittadini che in questi anni si sono occupati della questione, i comitati di quartiere, e le associazioni di categoria degli esercenti maggiormente coinvolti. Il tentativo è quello di far sì che dal confronto tra i soggetti interessati su diversi fronti al problema possano emergere soluzioni condivise che siano in grado di mitigare gli effetti del fenomeno, lasciando ovviamente, e non potrebbe essere altrimenti, agli organismi competenti i problemi di ordine pubblico che purtroppo il fenomeno comporta.

- Oltre alle ordinanze dirette ai pubblici esercizi avete previsto campagne di sensibilizzazione e formazione che coinvolgano “popolo della movida” ed esercenti?

Si, l'idea che è emersa dai primi incontri del tavolo è quella di promuovere campagne dirette in particolare ad un consumo consapevole degli alcolici tra i giovani.

- Ha suggerito un Comitato che includa Amministratori comunali e associazioni di quartiere.Chi ha nominato all’interno dell’Amministrazione?

Il comitato non ha carattere istituzionale, si tratta di un organismo spontaneo, come detto, tra quanti a vario titolo sono interessati o partecipi al fenomeno della “movida”. L'amministrazione al suo interno, rappresentata da me, ha il solo scopo di facilitatore del confronto e di coordinamento dei lavori.

- Nel 2014 i cittadini presentarono una mozione che prevedeva, tra gli altri punti: la proposta di una licenza a punti per i locali (sperimentata negli anni scorsi anche a Firenze e Torino), ronde cittadine per prevenire vandalismi e la riapertura di via Mentana al traffico.Quali furono le criticità riscontrate che resero questi suggerimenti inapplicabili?

Per quello che ne so l'esperimento della licenza a punti, dove praticato, non ha portato a grossi risultati. Sono assolutamente contrario alle ronde cittadine, che il più delle volte aggravano solo il problema aumentando la conflittualità, non potendo e non dovendo i cittadini sostituirsi agli organi competenti a tutelare l'ordine pubblico.
Quanto alla riapertura al traffico di Via Mentana (con l'eliminazione dell'area verde), nelle varie assemblee cittadine i pareri sono stati discordi tra gli stessi abitanti della via. Va considerato che il fenomeno della “movida” non è più circoscritto alla sola Via Mentana, che anzi in questi ultimi anni ha visto leggermente decrescere i disagi, ma all'intero centro cittadino.

Penso che il problema si possa affrontare con la collaborazione e la responsabilizzazione di tutti gli attori in campo, esercenti, abitanti, comitati di quartiere, associazioni di categoria, ecc. Speriamo che il tavolo di lavoro appena costituito possa dare una mano in questo senso.


di Valentina Vagnoni
redazione@viveresanbenedetto.it







Questa è un'intervista pubblicata il 08-04-2015 alle 21:37 sul giornale del 09 aprile 2015 - 469 letture

In questo articolo si parla di attualità, redazione, intervista, movida San Benedetto del Tronto, Valentina Vagnoni, Luca Spadoni San Benedetto

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/ahNx