Soldi pubblici: come vengono spesi? Le cifre di Monsampolo del Tronto e Acquaviva Picena

2' di lettura 11/03/2015 - Siamo arrivati all’ultima puntata della nostra indagine relativa le spese dei comuni. La nostra inchiesta si basa sui dati forniti dal sito governativo http://soldipubblici.gov.it/it/home dove è possibile reperire alcune interessanti informazioni sui capitoli di spesa dei vari comuni.

Attualmente si può risalire ai dati di tutto il 2014 e essere aggiornati sino a febbraio 2015. Il sito ancora non è completo in quanto alcune voci sono presenti per alcuni comuni ma non per altri.

Oppure, molte voci danno 0,00 euro di spese, facendo sorgere il dubbio che non sia aggiornato o che non tutti gli enti siano stati in grado di fornire le cifre concernenti le spese.

In ogni caso questa volta ci siamo occupati di Acquaviva Picena e Monsampolo del Tronto. Ecco alcuni dati scelti tra le decine di voci. A Monsampolo le spese per il personale sono state di 423.008 euro. Per il riscaldamento la spesa è stata di 30.733 euro, mentre per la luce 214.157. Le spese postali sono costate 20.229 mentre per carta e cancelleria 10.676. Per le manifestazioni e convegni la cifra è di soli 148 euro. Se verosimile, è una cifra bassissima, non paragonabile a quelle delle altre località osservate in precedenza.

Infatti se ci spostiamo ad Acquaviva per manifestazioni e convegni organizzati dal comune si è speso 12.841. Per le spese postali, nonostante la possibilità di comunicare telematicamente la cifra è di 24.805 euro; segno che ancora tutte la amministrazioni non sfruttano ancora al meglio le possibilità della rete Internet. Per l’acquisto di giornali e riviste la spesa è stata di 4.870. (Questa voce non compare nell’elenco delle spese di Monsampolo). Per il personale a tempo indeterminato la cifra raggiunge 337.857 euro. Il Riscaldamento ha pesato sulle casse comunali per 30.572 mentre l’energia elettrica per 180.601 euro.

Il sito www.soldipubblici.gov.it presentato a dicembre del 2014, si arricchirà fra breve di dati importanti, in quanto dal 31 marzo 2015 tutti i fornitori di PA locali dovranno inviare obbligatoriamente fatture elettroniche, così come già fanno i fornitori delle PA centrali dal 6 giugno 2014. Questo permetterà di migliorare esponenzialmente le informazioni disponibili e quindi di produrre ricerche e comparazioni con un maggior livello di dettaglio.


di Roberto Guidotti  
redazione@viveresanbenedetto.it





Questo è un articolo pubblicato il 11-03-2015 alle 14:20 sul giornale del 12 marzo 2015 - 485 letture

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