Ambiente: il punto di vista di una lettrice sulla 'mascherata riqualificazione' della città

3' di lettura 04/03/2015 - 'E’ un caso da approfonditi studi antropologici, quello di San Benedetto del Tronto e dei suoi abitanti. Più di un antropologo si appassionerebbe infatti alla fenomenologia di una città amministrata da sciagurati cialtroni sistematicamente dediti a perpetrarne lo scempio – ambientale, territoriale, urbanistico e chi più ne ha più ne metta – e abitata da una popolazione che accetta supina, silente, e chissà perfino gradisce, ogni genere di nefandezza decisa dai figuri di cui sopra sul suo territorio, patrimonio che solitamente una cittadinanza ha a cuore e tutela perché le appartiene e perché lo vive. Ma non a San Benedetto. '

' Emblematica, e solo la più recente di una lunghissima e annosa serie, la devastazione che - da ieri 3 marzo - si compie con il taglio di svariate decine di pini belli e sani che occupa(va)no un vasto territorio di Porto d’Ascoli (via Mattei, via Rubicone) concomitante a quella - ormai compiutasi - di via del Consolato al Paese Alto di S.Benedetto per “Riqualificazione”

Come i killer seriali, questi amministratori mani-di-forbice colpiscono a intervalli regolari; e prediligono vittime di ben definita tipologia (i pini, ma va bene anche altro genere di ingombrante verde, le palme fanno da sole col punteruolo rosso).

Fin qui niente di sorprendente: rozzo e ignorante disprezzo per l’ambiente, calcoli elettoralistici, interessi di bottega, assenza di cultura di un ceto dirigente ricalcato fin nelle virgole sul peggio (dunque su tutto) quello nazionale.

Ma (è qui che l’antropologo troverebbe sicura materia di studio) S. Benedetto-Porto d’Ascoli è soprattutto esempio clamoroso di una cittadinanza che incassa i colpi più devastanti inferti al proprio territorio senza muovere muscolo, anzi forse masochisticamente godendone.

Gli ultimissimi esempi hanno antecedenti emblematici, vicini e lontani nel tempo, l’elenco completo occuperebbe volumi. Casi, ahimè infiniti, di alberi belli e sani condannati a morte per le loro radici “pericolose e ingombranti”, e per la crassa ignoranza che impedisce di trovare rimedi (ce ne sono!) alternativi all’esecuzione in massa.

Non un residente, mai, che abbia alzato la propria voce, non una scuola manifestato con insegnanti e allievi per dire gli alberi sono nostri e non si toccano, non un Segambiente nè un’Associazione o Movimento pentastelluto protestato e “trattato” coi responsabili, non una parrocchia o un comitato di quartiere proferito verbo sullo scempio che si compiva sotto i loro occhi con le motivazioni più sceme, ipocrite, ignoranti e interessate. Non una voce sulla stampa ha mai avanzato dubbio o critica. Anzi, il velinaggio compulsivo ha dato spazio sui quotidiani, in più riprese, al pulpito istituzionale che ha difeso l’indifendibile con argomenti da neurodeliri. Basta cambiar nome alle cose e lo scempio diviene ”riqualificazione”, l’avanzare del cemento diviene “piste ciclabili” nel lessico dei potenti ignoranti e dei loro lacchè della stampa.

Dunque alla cittadinanza la devastazione del verde piace, meglio che l’orrore urbanistico ed edilizio di Porto d’Ascoli e San Benedetto si dispieghi alla vista senza esser mitigato e pietosamente ombreggiato da quei fastidiosissimi alberi.

Oppure alla cittadinanza non piace ma questa non muove sopracciglio per difendere se stessa, l’ambiente i cui vive, in cui crescono i figli e vivranno i nipoti… Ce n’è abbastanza per individuarvi l’esistenza di morti viventi, caso sicuramente degno di specialistico studio.

Nell’una e nell’altra ipotesi, studiosi di antropologia vi troveranno fior di materiale per le proprie ricerche. Da estendere, con prospettive di sicuro interesse, alla curiosa patologia di una stampa locale in costante genuflessione, alla sua ansia di “esserci” dove il potere chiama e velinarne i proclami, dopo aver ucciso in se stessa ogni parvenza pur flebile di pensiero critico. Nobile missione per la quale, come si sa, i ligi giornalisti nostrani frequentano pure specifici “corsi” e conseguono “crediti”. (!)'






Questo è un articolo pubblicato il 04-03-2015 alle 15:31 sul giornale del 05 marzo 2015 - 498 letture

In questo articolo si parla di attualità, Sara di Giuseppe, articolo, taglio dei pini in via Mattei Porto D'Ascoli

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