Un viaggio nei Comitati di quartiere: si comincia con il Paese Alto

6' di lettura 03/03/2015 - Riprendono sul nostro giornale le interviste ai Presidenti dei Comitati di Quartiere della nostra città, dopo l’interruzione dovuta proprio all’elezione dei nuovi presidenti avvenuta il 13 e 14 dicembre scorso. Abbiamo rivolto alcune domande ad Alessandro Ribeca presidente del quartiere Paese Alto quello più “antico” in un certo senso, visto che comprende il borgo storico, il nucleo iniziale di San Benedetto.

Il quartiere comprende anche vie di notevole importanza per il traffico, tipo via Manara o via Carnia che collega San Benedetto ad Acquaviva.

Al signor Ribeca abbiamo rivolte tre domande:

1) Quali sono le problematiche più urgenti che debbono essere affrontate nel suo quartiere?

In questo momento siamo concentrati sulla viabilità del Centro Storico perché sono terminati i lavori in Piazza Piacentini e sono iniziati altri lavori in Via Del Consolato. Quando anche questi saranno terminati, sicuramente la viabilità cambierà. Ancora non sono state prese decisioni definitive, ma si prospetta una ZTL per i soli residenti dopo le 19:00.

Nel frattempo, sono stati installati dei paletti in via Voltattorni e nei prossimi giorni lo stesso lavoro verrà fatto anche in Piazza Sacconi, con lo scopo di evitare il parcheggio selvaggio. Siamo in attesa di vedere quali saranno gli arredi di Piazza Piacentini che avranno anche lo scopo di delimitare i circa venticinque parcheggi previsti. Tutto questo ridurrà la possibilità del parcheggio selvaggio che in passato ha creato diversi problemi. Solo successivamente si valuterà l'introduzione della ZTL.

Viabilità significa anche parcheggi e forse questo è il problema principale per gli abitanti del Paese Alto e per chi vuole raggiungere il Paese Alto. Il parcheggio sotto la Scuola Marchegiani non è sufficiente. Stiamo verificando altre soluzioni che possano risolvere il problema.


2) In passato, quali azioni sono state positive e quali sono risultate negative o inefficienti?

Sono stato membro anche del vecchio Comitato e quindi posso risponderti grazie all'esperienza passata. Riconosco la grande disponibilità degli assessori e dei vari uffici del Comune, ma non sempre siamo riusciti a far cambiare loro idea su alcune questioni. In ogni caso siamo riusciti a risolvere diversi problemi che gli abitanti del quartiere ci avevano posto in assemblea pubblica, alcuni dei quali si tiravano avanti da diversi anni. Il nostro quartiere è molto vasto e non è semplicemente il centro storico.Ogni zona ha i suoi problemi.

Ad esempio in Via Keplero (al confine Nord del quartiere) i residenti si lamentano dell'abbandono di rifiuti e materiali inerti lungo la strada da parte dei passanti. Stiamo cercando di risolverlo grazie alla collaborazione degli uffici comunali, della Picenambiente e l'interessamento degli assessori. Stesso problema c'è in via Carnia (al confine Sud del quartiere). In via Carnia inoltre vi è anche un problema di sicurezza perché la strada, collegando S. Benedetto ad Acquaviva, viene presa dagli automobilisti come una provinciale e le auto la percorrono ad alta velocità anche nei primi cinquecento metri che sono densamente abitati. Queste zone periferiche sono anche le più colpite dai furti e i controlli sono pochissimi

. Purtroppo occorre attrezzarsi per proprio conto con allarmi, grate alle finestre e buoni rapporti di vicinato. In ogni caso, il problema più sentito in tutte le zone è la velocità delle auto. Molte strade interne del quartiere vengono usate come scorciatoie per evitare il traffico della statale e così il traffico in vie considerate residenziali aumenta notevolmente. Anche via Manara che costeggia l'Albula ormai, soprattutto grazie alla pista ciclabile, non è più solo una strada di collegamento tra S. Benedetto ed Acquaviva, ma è anche una strada dove il passeggio ciclopedonale è aumentato moltissimo e questo aumenta i rischi per i passanti. Forse un'illuminazione più adeguata sulle strisce pedonali potrebbe essere un accorgimento utile.

3) Pensa che il rapporto tra comitati quartiere e amministrazione comunale sia efficace per come è attualmente impostato?


Il ruolo dei Comitati di quartiere è quello di fare da raccordo tra cittadini e amministrazione e quello di promuovere le iniziative sociali e culturali nel quartiere. Il nostro comitato ha sempre rispettato i limiti che lo Statuto impone e quindi abbiamo sempre collaborato con gli assessori cercando di trovare soluzioni insieme a loro e rappresentato tutte le richieste degli abitanti. Le decisioni ovviamente le prende sempre l'amministrazione e noi possiamo al massimo dare suggerimenti e riportare le esigenze del quartiere.

I comitati sono costituiti da persone che si impegnano volontariamente per dare un contributo alla società e spesso il lavoro che viene fatto non si vede, ma in realtà è veramente impegnativo. Spesso non si vede perché ciò che viene realizzato, modificato, migliorato è anche opera nostra, ma questo non lo andiamo sbandierando, non ne abbiamo bisogno. Anche la semplice riparazione di un lampione pubblico, a volte parte da una nostra segnalazione e magari gli abitanti si ritrovano con il lampione riparato senza immaginarsi come mai. Altre volte non si vede perché nonostante i nostri sforzi, i risultati purtroppo non ci sono.

L'altro aspetto da tener conto è l'impegno sotto il punto di vista sociale e culturale. Qui si può fare veramente tanto se si hanno persone che collaborano e aiutano il comitato. Noi siamo fortunati perché intorno al comitato girano almeno una ventina di persone (si arrivano a più di cento in eventi forti come la Festa del Patrono) che collaborano per qualsiasi evento o necessità.

Infatti, tre anni fa su nostra iniziativa è nata l'Associazione Amici del Paese Alto e questo ci permette di portare avanti molti progetti che danno vitalità al quartiere. Un quartiere per essere vivo ha bisogno che gli abitanti si incontrino per realizzare progetti e iniziative utili al quartiere, altrimenti i quartieri diventano residenziali e non c'è occasione di vedersi. La ragione di ogni iniziativa, anche la più ludica come può essere stata la festa di Carnevale che abbiamo fatto in piazza, è quella di aggregare le persone. Progetti da realizzare ne avrei tanti, ma bisogna partire con i piedi per terra e fare piccoli passi alla volta. Se penso a tre anni fa c'era un vuoto sociale che ora stiamo riempiendo. Si può fare molto di più e proveremo a farlo.

Per concludere, credo che se un Comitato lavora bene, può aiutare veramente l'amministrazione a capire quali siano le esigenze reali di un quartiere. Così anche gli amministratori pubblici, se hanno veramente a cuore la città hanno a disposizione uno strumento molto importante che può indirizzarli in scelte che soddisfino la collettività. Quindi prima dell'aspetto formale esistente tra comitati e amministrazione pubblica viene la capacità dei singoli di lavorare per il bene comune, attraverso il dialogo e il confronto.

Nelle foto alcuni scorci del quartiere e una foto del Presidente di quartiere Ribeca Alessandro.


di Roberto Guidotti  
redazione@viveresanbenedetto.it







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-03-2015 alle 12:49 sul giornale del 04 marzo 2015 - 571 letture

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