Grottammare: Fiera di San Martino, la rabbia di una lettrice

4' di lettura 14/11/2014 - Di questa San Martino delle vergogne non si parlerà a lungo, anzi non si parla già per niente: fra la stampa, una parte ha scelto di ignorare l’aggressione, le violenze, i vandalismi diffusi, le oscenità di due giorni (e mezzo) di sbevazzamenti gratis generosamente offerti dal Comune e dalle incontrollate vendite abusive di alcolici ovviamente impunite.

" Non ce n’è traccia, non è successo niente. La restante parte, con inaudito opportunismo ha messo la sordina agli echi di questa vergogna e s’è schierata a testuggine - più compatta della falange macedone - nel minimizzare la portata degli episodi e le responsabilità che gravano - pesantissime - su tutta questa sciagurata Amministrazione comunale e sui suoi organi di controllo, nessuno escluso.

Si affannano i giornalisti, già quasi lo stesso giorno e a indagini quasi neanche iniziate, a negare con veemenza la componente razzista e xenofoba dell’aggressione consumatasi martedì sera in pieno centro - non in una sperduta periferia - e a due passi dal luogo deputato allo sbevazzamento gratis benedetto dal Comune e del suo giulivo assessore di riferimento. Dunque, per definire razzista e xenofoba (oltre che ad alto tasso alcolemico) l’aggressione a onesti lavoratori filippini sorpresi alle spalle e pestati al grido di fuori gli stranieri, ci vuole che i giovani delinquenti – nostrani, aborigeni, certo ariani – lo facciano recitando brani del Mein Kampf? Accadrà anche questo, prima o poi, siamone certi. Già oggi un giornalista (la categoria dovrebbe vergognarsene) insinua che forse la reazione del filippino può spiegare lo scatenarsi della furia.

Della vergogna porta gravemente la responsabilità un’Amministrazione che preferisce percorrere le facili strade del consenso con il collaudatissimo “panem et circenses”, becero e ignorante quanto chi lo promuove, e anziché arginare il fenomeno dello sballo e dell’alcolismo giovanile con le prevedibili derive di violenze e vandalismi che ne conseguono, lo favorisce anzi creando situazioni - distribuzione gratuita di vino negli stand dei produttori che ovviamente ne hanno lucrato, come il Comune - per i due giorni fieristici e a partire dal pomeriggio della domenica precedente.

Della vergogna portano gravemente la responsabilità le forze dell’ordine che non hanno vigilato, che non hanno sanzionato, controllato, prevenuto, lasciando il centro e i dintorni ostaggio di vandalismi, violenze e oscenità che testimoni oculari hanno visto impauriti riferendo disgustati, anche della latitanza di vigili e vigilesse ben defilati nell’oscurità della pineta mentre intorno i popolo della notte e dello sbevazzo impazzava.

Perché nella due giorni fieristica pochi e inerti Vigili si incontravano a malapena in giro? Perché alle 15.15 di martedì 11 gli unici Carabinieri visibili in piazza Fazzini era un gruppetto di quattro, occupati in amabili conversari? Perché la Finanza faceva solo bella mostra di sé con le proprie sfavillanti auto nuove esposte in piazza Kursaal tra Peugeot e Opel, oppure circolando morbidamente sull’anello intorno alla fiera (con l’unico risultato di intasare il traffico)?

Perché di tutti costoro – Vigili, Carabinieri, Finanza, Forestale – non s’incontrava NESSUNO camminando tra gli stand e tra la folla?

Della vergogna porta infine la responsabilità anch euna stampa sempre più appecoronata e impegnata a difendere l’indifendibile incapacità di queste istituzioni; una stampa che tace, copre, minimizza.

Imperizia, demagogia, superficialità sono le accuse più blande che si possono fare oggi a queste istituzioni. Che a questo punto hanno il dovere di porre sotto seria osservazione sia l’evidente imperizia dei propri organi di controllo, a cominciare da chi li comanda, sia la propria stessa capacità di gestire e governare circostanze che richiedono capacità gestionale, organizzativa, di controllo, e sono invece inammissibilmente gestite con l’occhio miope che purtroppo ben conosciamo, volto solo ai dobloni che entrano nelle casse proprie e delle categorie da loro protette, e al becero consenso del popolo bue.

E pensare che m’ero indignata “soltanto” per il martirio inflitto agli animali esposti e venduti in fiera per due giorni consecutivi: forse cercavo solo di cancellare dal mio orizzonte la visione di una Grottammare tanto perbenista quanto razzista e xenofoba (cui manca solo di invitare Salvini per un dibattito pubblico…). "






Questo è un articolo pubblicato il 14-11-2014 alle 16:58 sul giornale del 15 novembre 2014 - 528 letture

In questo articolo si parla di Comune di Grottammare, Sara di Giuseppe, carabinieri san Benedetto del Tronto, vigili di grottammare

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