Centrale di stoccaggio Gas : indetta un'assemblea pubblica giovedì 6 novembre

3' di lettura 03/11/2014 - Il 30 Ottobre la camera, attraverso un percorso democratico ridicolo rispetto alla complessità e quantità di argomenti trattati, compresi i 200 emendamenti inseriti, ha approvato il testo del decreto “sblocca Italia”, meglio definibile “Rottama Italia”. Di fatto ora è passato al vaglio del Senato per essere convertito in legge, entro e non oltre l'11 novembre, in caso contrario decadrebbe.

Noi, come tantissime altre associazioni e comitati di tutta Italia ci opponiamo e contestiamo con forza questo decreto.

Assurdi i poteri straordinari conferiti ai Commissari, dimenticando i danni che hanno causato alla nazione. I cantieri non potranno essere più fermati da contenziosi legali, impedendo ai cittadini di rivalersi in caso di dolo. Le norme che ci indignano particolarmente sono quelle che accentrano tutti i poteri decisionali allo stato, per quelle questioni considerate a interesse strategico nazionale ed indifferibili, gli impianti relativi agli inceneritori e idrocarburi: trivelle petrolifere, rigassificatori, gasdotti e per quanto ci riguarda direttamente, gli stoccaggi gas, escludendo gli enti locali dai procedimenti decisionali.

C’è stato anche un tentativo con un emendamento, accettato dal presidente della commissione ambiente della camera Ermete Realacci, di sottoporre tali impianti a normativa militare. Un aggiramento di tutti i diritti dei cittadini e del titolo V della Costituzione Italiana, sul quale ci rivarremo fino alla corte europea. Il titolo unico di concessione petrolifera, che accorpa le attuali licenze di esplorazione e sfruttamento dei giacimenti, contiene il vincolo preordinato all’esproprio.

Quindi i terreni interessati verranno espropriati ancora prima che si sappia se al di sotto esistano effettive risorse energetiche; questo viola di fatto l’articolo 42 della costituzione Italiana che riguarda il diritto di proprietà. Pensate a cosa accadrà nel nostro entroterra rurale, visto che siamo ricoperti da concessioni minerarie.

Si riapre con questo decreto la privatizzazione dell’acqua, rendendo vano un referendum popolare che la voleva bene pubblico.

Verranno svuotate dei poteri le sovraintendenze, mettendo a rischio il patrimonio storico culturale della nazione, e la possibilità di sottrarre alla Valutazione di Impatto Ambientale le opere definite strategiche; praticamente tutte quelle sopra menzionate che di fatto danno il peggiore impatto all’ambiente.

Dopo il presidio manifestazione Blocca lo Sblocca Italia del 15 ottobre davanti Montecitorio, alla quale la nostra associazione ha partecipato con altri comitati confluiti da tutta Italia, si è formata una rete di opposizione che intende lavorare in modo capillare sui territori, ma unitariamente a livello nazionale.

Quindi abbiamo indetto un’assemblea, giovedì 6 novembre alle ore 21,15 a Porto D’Ascoli all’interno del teatro Don Marino nella chiesa di Cristo Re, per informare la cittadinanza degli effetti di questo decreto, in particolare sullo stoccaggio, anche in vista della possibile organizzazione di una manifestazione di carattere nazionale a SBT.

Interverranno Enzo di Salvatore (Professore associato di Diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Teramo), Adriano Mei (presidente comitatinrete), Canzian (Assessore Regionale).

Sono stati invitati anche diversi parlamentari, politici regionali e gli amministratori della città.

Nel corso dell’assemblea continuerà la raccolta di firme che ha già raggiunto le 6000. È nostra ferma intenzione richiedere la riapertura della VIA, non solo per le motivazioni già precedentemente esposte (alterazione delle distanze della centrale dalle infrastrutture principali, alto rischio di esondabilità dell’area, mancata applicazione del decreto 11 Aprile 2011 nr.61 riguardante i rischi dovuti a fattori esterni al normale ciclo operativo), ma anche e soprattutto di nuove importanti criticità emerse sotto il profilo geologico.

Comunichiamo anche, di aver consegnato al nostro avvocato Stefano Quevedo la relazione tecnica da allegare al ricorso al TAR.

Cittadini non sudditi.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-11-2014 alle 19:57 sul giornale del 04 novembre 2014 - 664 letture

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