Decreto 'Sblocca Italia': Ambiente e Salute nel Piceno protesta a Roma

2' di lettura 20/10/2014 - Si sono concluse le 2 giornate di presidio davanti Montecitorio per contestare il decreto. E' un attacco ai diritti dei cittadini, alla democrazia e ai principi della costituzione mai ricordato nella storia della repubblica italiana, che aggira il titolo quinto della costituzione e cancella di fatto il diritto di partecipare al processo decisionale sul proprio territorio come garantito anche dalle normative europee.

Apre le porte alla privatizzazione dell’acqua. Consegna i siti inquinati ai cementificatori. Rende vulnerabile la magistratura.

Lega le mani delle regioni degli amministratori locali dando mano libera alle lobby degli idrocarburi per lo sfruttamento indiscriminato del sottosuolo terrestre e marino per l 'estrazione di petrolio (di pessima qualità), per gli stoccaggi di gas e CO2, che danneggeranno all'ambiente di conseguenza la salute, la sicurezza e l'economia locale.

Al presidio hanno preso parte gruppi di persone in rappresentanza di 180 comitati ed associazioni provenienti da tutta Italia: dall'Abruzzo, dalla Basilicata, dalla Lombardia, dalla Toscana, dalla Puglia, dall'Emilia Romagna e dalle Marche

Ambiente e Salute nel Piceno era presente insieme ad comitati del vicino Abruzzo.

Mentre fuori dalla Camera dei Deputati la manifestazione vedeva l'alternarsi dei vari gruppi in piccoli comizi molto applauditi e partecipati, una delegazione di 15 persone veniva ricevuta dalla Commissione Ambiente della Camera, presieduta dall' ambientalista Ermete Realacci, e di cui facevano parte anche gli onorevoli Alessandro Bratti del PD e Serena Pellegrini di SEL.

L'incontro, cui per Ambiente e salute nel Piceno ha preso parte Massimo Bartolozzi, non è stato facile vista la scarsa disponibilità e la poca cortesia del presidente della Commissione Realacci, andatosene subito dopo aver affermato che voterà positivamente il decreto nonostante non gli piaccia, e l'incapacità di uscire dagli schemi della maggioranza di governo da parte degli altri 2 componenti.

Più disponibile Bratti dettosi convinto della correttezza delle osservazioni che gli venivano presentate sulla pericolosità degli impianti, ma che appartenendo ad un partito doveva rispettare certe regole; l’Onorevole Pellegrini di SEL ha semplicemente accusato i comitati di essere "NIMBY" (not in My Backyard), accendendo una reazione che ha rischiato di compromettere l'incontro. Alla fine veniva offerta la promessa verbale dell'esclusione di alcuni siti sensibili naturalistici. Ben poco, tuttavia sembrava essersi aperto un canale di contatto su cui fare pressioni.

Tuttavia la protesta dei Comitati deve aver inquietato il governo, che nella notte di Venerdì 17, ha tentato di far passare in commissione ambiente un emendamento al testo del decreto per togliere completamente ogni possibilità di difesa ai cittadini: la MILITARIZZAZIONE del trasporto, degli stoccaggi, del trasferimento degli idrocarburi e le opere accessorie.

E' notizia dell'ultim'ora che nel documento licenziato dalla Commissione Ambiente e che sarà discusso alla Camera, l'emendamento che prevede la militarizzazione degli impianti non è presente. Tuttavia è opportuno attendere che il documento venga discusso alla Camera.


da Associazioni Ambiente e Salute Piceno





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-10-2014 alle 13:14 sul giornale del 21 ottobre 2014 - 436 letture

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