Fermo biologico: presentato un nuovo progetto rivoluzionario

Mare Pesce 2' di lettura 02/06/2014 - Venerdì 30 maggio nel salone dell'associazione pescatori sanbenedettese si è svolto un tavolo di concertazione tra le marinerie dell'Adriatico interessate; erano presenti gli operatori dei porti di Ancona, Termoli, Pescara e San Benedetto per discutere un tema, quello del fermo pesca che rimane un nodo cruciale per l'intero impianto peschereccio della costa adriatica.

Al summit, al quale non era presente il rappresentante della marineria di Civitanova per problemi familiari, è stato illustrato il documento elaborato dalla marineria locale e presentato il mese scorso al Ministero, sul tavolo del direttore generale della pesca marittima e dell'acquacoltura Riccardo Rigillo, che insieme alle associazioni di categoria sta valutando le possibilità di attuazione a breve termine.

Il progetto anti fermo biologico, che ha avuto il supporto scientifico degli esperti dell'Università di Camerino, se attuato, potrebbe rivoluzionare le modalià e le tempistiche del fermo pesca così come concepito negli ultimi 26 anni e rappresenta una nuova concezione della gestione del mare e delle sue risorse tenendo sempre in considerazione i fattori biologici legati alla riproduzione delle specie ittiche.

Lo studio precedente alla stesura del progetto elaborato dalla marineria sambenedettese ha individuato delle zone di ripopolamento e delle attività di pesca che tuttoggi, seppure se legali, risultano invasive e da quì si è cercato di fornire un diverso sistema di regole estendibile alle altre fascie costiere dell'Adriatico che se approvato, muterà radicalmente l'impianto generale della pesca.

Il nuovo piano di gestione consiste nell'abolizione del fermo biologico estivo e vuole dividere l'anno in due parti: sei mesi in cui l'attività della pesca si sviluppa normalmente e negli altri mesi a regime ridotto, con giornate di lavoro limitate e aree interdette (le aree di mare fino alle sei miglia) parzialmente a certe tipologie di pesca e naturalmente le aree individuate come di riproduzione dovranno essere sgombre di imbarcazioni e di reti da pesca.

La riunione tra le marinerie è uno degli appuntamenti programmati tra tutte le forze coinvolte e ne seguiranno altri nei quali si dovrà aggiungere anche la dirimpettaia Croazia per il ripristino della zona a traffico limitato vicino alla Fossa di Pomo, ossia l’area dell’Adriatico centrale dove avviene la riproduzione di numerose specie ittiche e considerata d’ importanza eccezionale per le sorti di questo mare.

Il problema del fermo biologico così come concepito ora provoca annualmente una carenza di pescato soprattutto nella stagione turistica estiva, nella quale l'unica maniera di superare l'impasse è ricorrere all'uso del pesce surgelato.






Questo è un articolo pubblicato il 02-06-2014 alle 14:04 sul giornale del 03 giugno 2014 - 806 letture

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