Piano di Riequilibrio della Provincia approvato dalla Corte dei Conti

7' di lettura 25/01/2014 - La Corte dei Conti - Sezione di controllo delle Marche ha approvato la scorsa settimana il Piano di Riequilibrio decennale della Provincia ai sensi dell'art 243 bis, comma 1 del Decreto legislativo 267/2000 segnando una tappa positiva e fondamentale per la vita dell'Ente a coronamento di un processo di risanamento lungo e complesso, partito nel 2010 e che ha impegnato l'Amministrazione Provinciale dall’estate del 2012 fino all'approvazione del Piano da parte del Consiglio Provinciale nel marzo del 2013.

"In tanti anni di vita politica e amministrativa – afferma il presidente della Provincia Piero Celani – questa è una delle sfide più belle ed impegnative che ho vinto insieme alla mia Giunta. Ad inizio mandato ero partito con entusiasmo per dedicarmi alla programmazione di area vasta, ma al momento della formazione del Bilancio del 2010 si è valutata tutta l'urgenza di mettere in sicurezza i conti vista la difficile situazione finanziaria pregressa: se, infatti volevamo continuare a fare strade, scuole ed investimenti occorreva procedere al riequilibrio di bilancio. Devo ringraziare la Corte dei Conti di Ancona che, nel rispetto assoluto dei reciproci ruoli e competenze, ha collaborato perché l'Ente potesse promuovere un percorso economico-finanziario virtuoso, credibile, aderente alla normativa e ai principi di buona amministrazione. Un ringraziamento particolare, oltre che all'Assessore Vittorio Crescenzi, va al dirigente del Servizio finanziario Eros Libetti, ai dirigenti dell'Ente e a tutta la struttura che ha permesso il raggiungimento di questo obiettivo così importante per tutto il territorio".

Il presidente Celani ha quindi illustrato nel dettaglio le numerose conseguenze positive dell'approvazione del Piano per la Provincia e per l'intera comunità locale: "innanzitutto abbiamo evitato il default con tutte le ripercussioni devastanti che questo avrebbe comportato per le aziende creditrici dell’Ente in termini di recupero dei crediti a livello temporale e quantitativo, scongiurando anche il pericolo dell'uscita dai vari Consorzi e società partecipate ed eventuali danni ai Comuni, specie quelli più piccoli che sarebbero stati privati di quel supporto prezioso e indispensabile, nell’ottica del principio di sussidiarietà, per quanto riguarda la programmazione e realizzazione degli interventi sovra comunali. Sono state evitate anche pesanti e spiacevoli manovre sul personale dipendente come la mobilità o il part-time, soprattutto alla luce del processo di riordino delle Province e, non per ultimo, risultato particolarmente significativo, si potrà proseguire nel tempo ad erogare servizi alle imprese, al territorio, fare investimenti e creare opportunità per il rilancio e lo sviluppo.

"La Provincia - precisa il presidente - ha fatto ricorso allo strumento del riequilibrio per cause indipendenti dalla volontà dell'attuale Amministrazione Provinciale insediatasi nel 2009: basti pensare al processo di divisione della Provincia da Fermo che di per se, sia nella fase della preparazione e sottoscrizione degli accordi, che nella fase di gestione della ripartizione del patrimonio e del personale ha alterato sin dall'inizio gli equilibri economico - finanziari a svantaggio dell'Ente madre di Ascoli così come affermato anche dalla stessa relazione della Corte dei Conti. Per non parlare della pesante eredità lasciata dalle precedenti amministrazioni in termini di indebitamento, (oltre 60 milioni di mutui contratti a fronte dei 5 contratti nell'attuale gestione), personale (circa 790 dipendenti prima della divisione) e di crediti inesigibili mantenuti in bilancio, nonché un pesantissimo contenzioso, generatosi negli anni precedenti e di cui non si è tenuto in passato adeguatamente conto e che ha trovato sbocco in questo ultimo periodo con sentenze devastanti per gli equilibri finanziari per un ammontare che sfiora i 20 milioni di euro. A ciò si debbono aggiungere le drastiche riduzioni dei trasferimenti statali e regionali: ben 11,5 milioni di euro in meno negli ultimi 4 anni e la devastante crisi economica che ha ridotto le entrate derivanti dai cespiti tipici della Provincia, ipt e rc auto in testa, azzeramento dell'addizionale sull'energia elettrica per importi che si aggirano intorno a 2 milioni di euro. Eppure, come ci si era impegnati a fare, abbiamo tolto una tassa particolarmente disagevole per i cittadini come la Cosap e non l'abbiamo reintrodotto nonostante potesse rappresentare una risorsa preziosa per la difficile situazione finanziaria dell'Ente.

Ciononostante, abbiamo portato a termine in questi anni interventi importanti e investimenti di valore per la sistemazione e l'ammodernamento delle strade provinciali, basti solo pensare alla riqualificazione della Mezzina, alla realizzazione di rotatorie, alla sistemazione di curve e tratti pericolosi dell'ex S.S. 78. Siamo tra i primi in Italia nella riqualificazione e messa a norma dell'edilizia scolastica. Abbiamo pagato nel 2012, 20 milioni di euro ai creditori anche grazie al decreto Salva Imprese e stiamo già pagando i debiti con i nostri fornitori del 2013. Nell'ambito della Formazione Professionale siamo riusciti a spendere la totalità delle risorse assegnate dai fondi europei (un vero record a livello regionale e nazionale) per il sostegno alla creazione di nuove imprese, l'innovazione tecnologica delle aziende locali, il supporto delle categorie svantaggiate non dimenticando i numerosi corsi di formazione con il 15% dei corsisti che riescono a trovare impiego, percentuale che, per alcuni corsi sfiora il 50%. Siamo inoltre stati di supporto ai Comuni in tanti progetti per l'urbanistica, la programmazione territoriale e la banda larga. Ricordo a tale proposito il progetto Marche Wave della Provincia con cui copriamo attraverso il Wi-FI il 96% del territorio non raggiunto dall'Adsl e, a breve, potremmo raggiungere una copertura totale con grande soddisfazione dei cittadini.

Vorrei anche sottolineare - continua con soddisfazione Celani - che è stato elaborato un preconsuntivo presentato alla Corte dei Conti da cui si evince un avanzo di oltre 300 mila euro, come peraltro richiesto dal Piano di riequilibrio. Rispetteremmo inoltre il Patto di Stabilità 2013 considerando anche nel computo, la sanzione da parte del Ministero dell'Interno in merito al mancato rispetto del Patto 2012, che non ha riconosciuto, come invece ha fatto la Corte dei Conti, che le attuali Province di Ascoli e Fermo vanno entrambe considerate come due nuove realtà territoriali, frutto di una divisione sostanzialmente al 50%. Questa questione è attualmente sub judice e spero che le nostre ragioni, confortate dal parere della Corte dei Conti, siano accolte con un apposito decreto ministeriale. D'altra parte dallo stesso Ministero abbiamo già ottenuto, a seguito di ricorso e con relativi decreti ingiuntivi il recupero di ben 13 milioni di euro per trasferimenti dovuti e mai assegnati".

L'Assessore Crescenzi evidenzia come "il conseguimento degli obiettivi del risanamento delle finanze dell'Ente sia stato merito del massimo rigore attuato fin dall'inizio attraverso un attento controllo di gestione che ha consentito una sensibile riduzione delle spese correnti, in particolare dei cosiddetti costi della politica, in modo vero e non virtuale. Chiudiamo il 2013 con un avanzo di bilancio che ci permette una liquidità di cassa. E, soprattutto, non si è toccato il personale. L’Amministrazione Provinciale ha gestito questo processo con scelte politiche mirate e non con una mera gestione commissariale, alcuni esempi sono dati dalla eliminazione del cosap, dall’aver effettuato transazioni determinanti rispetto a debiti pesantissimi, dall'aver riorganizzato la macchina amministrativa, utilizzando al meglio le risorse del fondo sociale, all'avere razionalizzato i costi burocratici, all’aver posto in essere una azione faticosa di ristrutturazione delle posizioni debitorie riducendone notevolmente il valore, dopo avere in questi anni ridotto comunque lo stock del debito complessivo, invertendo la rotta rispetto al passato".

"Il Piano di riequilibrio approvato è decennale – afferma il Dirigente del servizio Economico Finanziario dott. Eros Nunzio Libetti – ma in realtà si conta di chiuderlo nell'arco di cinque anni. La massa passiva da ripianare ammonta a 14 milioni e mezzo di euro e deriva da un disavanzo del consuntivo 2012, da debiti fuori bilancio emersi nel 2012 e 2013. Abbiamo inoltre prudenzialmente accantonato 2,1 milioni di euro come fondo del contenzioso per future cause in itinere. Le fonti di risanamento sono costituite, da un piano di alienazioni immobiliari nei primi due anni per un importo totale di circa 3,9 milioni di euro, da un mutuo da contrarre, in quanto l'Ente trovasi in una situazione di deroga, dal pensionamento naturale del personale, conseguente blocco del turn over, dalla riorganizzazione e ristrutturazione dei mutui, oltre che dal recupero di entrate extra tributarie."








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-01-2014 alle 12:27 sul giornale del 27 gennaio 2014 - 821 letture

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