Sindaco sull'anniversario della strage di Nassiriya

giovanni gaspari 1' di lettura 11/11/2013 - Martedì 12 novembre, saranno dieci anni dalla strage di Nassiriya. Non possiamo e non vogliamo dimenticare il sacrificio di quei 28 italiani, carabinieri, militari dell’Esercito ma anche civili, e neppure i 58 feriti, molti dei quali portano ancora sul corpo i segni di quell’esplosione

E’ un dovere cogliere l’occasione di questo triste anniversario per fermarsi ancora a riflettere su quanta generosità, quanto senso delle istituzioni e del dovere ci siano in tanti nostri connazionali che, in Paesi lontani, compiono un lavoro pericoloso e spesso oscuro. Al di là delle diverse opinioni che si possono avere su queste missioni, è indubbio che chi è chiamato a svolgerle sente qualcosa nel profondo che lo spinge a dare tutto se stesso per provare a cambiare le cose.

Non si mette in gioco la propria vita per un lavoro se alla base non c’è un profondo senso di giustizia e di umanità che spinge a rendersi utili a popolazioni vittime di guerre che non hanno voluto. E’ lo stesso spirito che animò, per ricollegarci ad una vicenda incisa nella carne di questa città, il maresciallo Luciano Nardone e il carabiniere Isaia Ceci esattamente 70 anni fa, quando pagarono con la vita il tentativo di opporsi all’odiosa decisione nazifascista di affamare la povera gente di San Benedetto. I morti di Nassiriya, così come tutti i caduti italiani nelle tante missioni di pace all’estero, erano persone così, prima ancora che uomini con una divisa. A loro va un commosso saluto e la nostra riconoscenza.


da Giovanni Gaspari
Sindaco di San Benedetto del Tronto




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-11-2013 alle 19:21 sul giornale del 12 novembre 2013 - 624 letture

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