Spacca sull'impianto di stoccaggio, 'Nessun dietrofront, la Regione negherà l’intesa'

Gian Mario Spacca 3' di lettura 20/03/2013 - “Nessun dietrofront né ripensamento alcuno sul no all’impianto di stoccaggio di San Benedetto del Tronto”. Così il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca.

“Le notizie che stanno circolando in queste ore – dice -, dopo il parere favorevole da parte degli uffici tecnici al progetto della Gas Plus Storage, sono di ingiustificato allarmismo. È stato già detto ma lo ripeto ancora una volta per ulteriore chiarezza: la procedura che riguarda l’impianto di San Benedetto prevede che alla parte tecnica regionale non sia affidata la decisione (come avviene nel caso delle autorizzazioni per gli impianti a biomasse), ma compete solo un’istruttoria nell’ambito di un iter che si completa solo ed esclusivamente nel momento in cui Regione e Governo nazionale si incontreranno per dare l’intesa prevista per legge.

La procedura, amministrativa in questo caso, quindi, si chiuderà solo quando il Ministero dello Sviluppo Economico richiederà alla Regione Marche quell’intesa definitiva prevista dal D.Lgs. n.164/2000. Ebbene, come già anticipato, la Regione quell’intesa non la darà. A quel punto, la procedura amministrativa si interromperà. I motivi del diniego li abbiamo più volte detti. Il Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR) non prevede la realizzazione di impianti di stoccaggio in strato del gas naturale: tale progetto non trova riscontro nella pianificazione strategica regionale del settore energetico. L’impianto previsto nel progetto è localizzato in una zona a elevata densità di popolazione, in diretta relazione con un contesto territoriale fortemente urbanizzato, caratterizzato da destinazioni d’uso residenziali e industriali, e nelle immediate vicinanze di infrastrutture stradali strategiche come la A14. Tale collocazione alimenta un forte clima di allarme sociale e sarebbe quasi unica in Italia: salvo il caso di Brugherio, nel Comune di Cinisello Balsamo, infatti, tutti i 13 impianti in esercizio sono ubicati in aree extraurbane o, al più, in vicinanza di piccoli centri abitati.

La realizzazione del progetto determinerebbe un gravissimo pregiudizio per l’occupazione e l’economia locale, con pesanti danni per la vocazione e le potenzialità turistiche di San Benedetto e dell’intera Riviera delle Palme. In un contesto caratterizzato da un’offerta diffusa e rivolta al turismo balneare, già alle prese con una crisi internazionale senza precedenti, la realizzazione di un’industria a rischio di incidente rilevante qual è l’impianto di stoccaggio rischia di compromettere l’immagine turistica di San Benedetto e della Riviera, vanificando decenni di impegno di operatori e istituzioni locali. Piuttosto questa vicenda evidenzia con grande chiarezza la separazione che esiste tra la gestione amministrativa della burocrazia, dotata di totale autonomia, e il governo politico che indirizza e programma. Ma che in questo caso, vista la rilevanza dell’impianto, può esprimere nell’intesa finale con il Governo le sue valutazioni ed interrompere il procedimento. Cosa non concessa invece nel caso di impianti a biomasse o biogas. Il confronto ravvicinato con i comitati serve anche a questo, a comprendere la complessità della procedura ed a definire modalità che garantiscano trasparenza e legalità. Ci auguriamo che i comitati non vogliano interrompere il percorso appena iniziato”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-03-2013 alle 19:08 sul giornale del 21 marzo 2013 - 2277 letture

In questo articolo si parla di regione marche, politica, gian mario spacca

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