Giovanni Gaspari sulla giornata della Memoria

giovanni gaspari 3' di lettura 24/01/2013 - Con la celebrazione del 27 gennaio, anche nel 2013 l’Amministrazione comunale inizia un ideale percorso di approfondimento dei fatti storici volto a rafforzare, soprattutto nelle giovani generazioni, la memoria degli accadimenti che hanno segnato il '900 ma che costituiscono un indispensabile bagaglio di conoscenza per chiunque voglia dirsi cittadino consapevole e responsabile anche in un mondo così diverso come quello odierno.

Questo percorso parte appunto dalla ricorrenza del Giorno della Memoria e, passando per il Giorno del Ricordo (10 febbraio), l’Anniversario della Liberazione e la Festa della Repubblica, si concluderà con il momento di ringraziamento a tutti i rappresentanti delle nostre Forze Armate del 4 novembre. Mi piace ricordare due iniziative particolari che conduciamo da alcuni anni proprio con l’obiettivo di aiutare i più giovani a capire il presente attraverso la conoscenza del passato: la consegna della Costituzione ai nuovi cittadini maggiorenni il 2 giugno e, nei giorni attorno al 25 aprile, la visita dei nostri studenti al campo di concentramento di Mauthausen in occasione del gemellaggio con la città austriaca di Steyr.

La memoria dunque, non come pretesto per retoriche celebrazioni ma per tenere viva in tutti noi la vicenda umana di migliaia, milioni di persone che, per scelta o perché vittime di mostruose teorie di potere e progresso, sono state spazzate via. Per fortuna abbiamo tante testimonianze, tracce scritte e filmate, che fanno giustizia di quelle teorie negazioniste che fanno leva proprio sulla caducità della memoria collettiva. Ecco perché bisogna ricordare, immedesimarsi in tante tragedie personali e collettive: sono le esperienze, nostre o degli altri, che ci insegnano a non cadere negli stessi errori, a non lasciar correre, a non alzare le spalle “perché non possiamo farci nulla”.
In questo quadro il Giorno della Memoria assume una valenza primaria: la “Shoah”, le leggi razziali, la persecuzione dei cittadini ebrei, i tanti italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, le storie commoventi di coloro che si sono opposti al progetto di sterminio e, a rischio della propria vita, hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati sono fatti non solo veri ma vicinissimi a noi. Non abbiamo alcuna garanzia che tutto ciò non possa ripetersi se non, appunto, continuare a ricordare e sforzarci di capire.

Quest’anno l’Amministrazione comunale, con il prezioso supporto scientifico dell’Istituto Provinciale per la Storia del Movimento di Liberazione nelle Marche e dell'Età Contemporanea (ISML) di Ascoli Piceno e la sezione provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, ha deciso di incentrare la commemorazione sulla figura di Giorgio Perlasca, il “giusto” che salvò dallo sterminio migliaia di ebrei fingendosi console generale spagnolo in Ungheria, e sui “Giusti del Piceno”, uomini e donne di questa terra artefici del salvataggio di tante vite.

Cadendo quest’anno il 27 gennaio di domenica, abbiamo scelto di anticipare la celebrazione a sabato 26 proprio per favorire la partecipazione dei nostri studenti: mi auguro veramente che ascoltare le testimonianze di chi visse le barbarie della follia umana, favorita dal “sonno della coscienza” di cui anche il nostro territorio non fu esente, possa aiutare i nostri ragazzi ad avvicinarsi con interesse a quelle vicende, farne proprio il significato e assumere a riferimento della vita quotidiana quei valori di tolleranza, rispetto della dignità umana, altruismo che soli possono rappresentare l’antidoto al ripetersi di quelle immani sciagure.


da Giovanni Gaspari
Sindaco di San Benedetto del Tronto




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-01-2013 alle 23:30 sul giornale del 25 gennaio 2013 - 702 letture

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