Le tradizioni popolari del Piceno rivivono nell’opera del prof. Polia 'L’aratro e la barca'

aratro 3' di lettura 23/12/2012 - Un suggestivo viaggio storiografico alla scoperta di tradizioni, usanze e costumi popolari del Piceno, dall’entroterra montano alla vallata fino alla riviera. E’ quanto si prefigge l’ultima opera di ricerca e di approfondimento a cura del professor Mario Polia dal titolo “L’aratro e la barca” edito da Librati.

Contenuti e aspetti del doppio volume, frutto della sinergia tra Provincia, “Centro Studi Tradizioni Picene” e Amministrazioni comunali di Ascoli e Spinetoli, saranno illustrati domenica 16 dicembre, alle ore 17.30, nella sala docens “Mario Scatasta” del palazzetto della Rinascita ad Ascoli Piceno. All’incontro oltre all’autore, prof. Polia, saranno presenti il Presidente della Provincia Piero Celani, il sindaco di Ascoli Guido Castelli, l’Assessore provinciale alla Cultura Andrea Maria Antonini, il primo cittadino di Spinetoli Angelo Canala e l’assessore Carlo Damiani.

A introdurre i lavori sarà l’assessore Antonini che, nella duplice veste di responsabile alla Cultura e alle Tradizioni Locali di Palazzo San Filippo, illustrerà prospettive e finalità della pubblicazione che intende far conoscere e tramandare “memorie orali e tradizioni popolari, sospese tra il sacro e il magico, della nostra comunità provinciale che sono state raccolte direttamente dagli ultimi superstiti di un mondo oramai in estinzione. Si tratta di un lavoro complesso che prende forma lungo un percorso intenso e affascinante a cura della magistrale regia del professor Polia che, ancora una volta, è riuscito a dare voce dialogando con i portatori delle tradizioni più autentiche del nostro territorio così carico di storia, valori e cultura”.

Il prof. Polia, in qualità di presidente del “Centro Studi Tradizioni Picene”, nel suo intervento ripercorrerà le diverse tappe che hanno portato all’acquisizione del materiale ricco di inedite informazioni e aneddoti di rilevante significato storiografico. Un ampio lavoro di ricerca che ha incluso anche le tradizioni marinare direttamente acquisite dalla comunità dei pescatori della costa adriatica (San Benedetto, Grottammare e Cupra). “Per portare a termine l’ articolato programma di indagine e di documentazione – spiega il prof. Polia - ci siamo avvalsi del prezioso aiuto di Enti, Istituzioni, associazioni culturali del posto e numerosi volontari che, animati da sincero desiderio di conoscere e far conoscere le tradizioni della propria gente, hanno contribuito fattivamente alla riuscita dell’iniziativa intervistando direttamente gli anziani che sono i veri depositari del sapere più verace del mondo rurale e marinaro dell’Ascolano”.

L’opera, in tutto, si articola in due volumi e si divide in tre parti: la prima è dedicata al ciclo dei mesi e alla “liturgia popolare” ascolana. La seconda prende in esame invece le variegate espressioni del pensiero magico, le credenze e le pratiche ad esso connesse. La terza parte è rivolta infine allo studio delle diverse forme di devozione popolare del contado e della marina, alle differenti formule di preghiera e di scongiuro e al culto ai santi. Queste ultime due parti sono state raccolte nel secondo volume. Sono riportanti nel corpo dell’opera anche i termini dialettali più diffusi nel Piceno concernenti il sacro, le pratiche magico-rituali, i costumi, il lavoro e il cibo.

“L’aratro e la barca” è la terza pubblicazione, in ordine di tempo, a cura della Provincia e del “Centro Studi Tradizioni Picene” dopo “Costumi e superstizioni dell’Appennino marchigiano” (riedizione commentata della ricerca condotta nel Camerte da Caterina Pigorini Beri e pubblicata nel 1889) e “Poesia popolare ascolana” (tesi di laurea discussa nel 1947 nell’Università “La Sapienza” di Roma da Elvira Felci, alunna di Paolo Toschi).






Questo è un articolo pubblicato il 23-12-2012 alle 22:20 sul giornale del 24 dicembre 2012 - 2090 letture

In questo articolo si parla di ascoli piceno, provincia di ascoli piceno

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