Grottammare: grande successo per il convegno sulle staminali 'Vite sospese'

vite sospese 8' di lettura 18/11/2012 - Grande successo per il convegno medico-scientifico dal titolo "Vite Sospese. Cellule staminali, cure possibili?" che si è svolto alla Sala Kursaal di Grottammare sabato 17 novembre ed organizzato dall’Associazione Culturale Stampa Rossoblù in collaborazione con l’Associazione Sicilia Risvegli Onlus, la Fondazione Marco ed Andrea Tremante, l’Associazione Omphalos, O.R.S.A. e l’Associazione Italiana Niemann Pick Onlus e patrocinata dal Comune di Grottammare e dalla Provincia di Ascoli Piceno.

Folta è stata la partecipazione del pubblico che è rimasto in sala fino all’ultimo secondo per cercare di capire qualcosa in più delle cellule staminali, argomento ancora pressoché sconosciuto ai più. Rilevante seguito ha avuto anche la diretta web, attraverso Justin Tv, dove ci sono stata una punta massima di 1978 connessioni contemporanee.

Nella Sala Kursaal si sono alternati medici, professori, avvocati, testimonianze dei familiari degli ammalati, e c’è stata anche la presenza della Chiesa attraverso l’intervento di Don Armando Moriconi, Parrocco della Cattedrale della Marina di San Benedetto del Tronto. Dopo i saluti delle autorità nelle persone del sindaco di Grottammare Luigi Merli e del Presidente della Provincia Piero Celani si è aperto ufficialmente il convegno.

Ha preso per primo la parola Pietro Crisafulli, presidente della co-organizzatrice Sicilia Risvegli e fratello di Salvatore, un uomo che vive in stato di Locked In: "Ringrazio la Città di Grottammare che ci ha ospitato, e saluto tutti i familiari degli ammalati. Ho invitato ripetutamente il Ministro della Sanità per avere un confronto e sapere come stanno le cose sulla questione delle staminali. Il fatto che non sia venuto mi dispiace enormemente perché avremmo voluto chiedere su cosa sono fondate le loro conclusioni nel dire che le staminali sono pericolose. Noi solo in Sicilia abbiamo 240 casi che dovremmo trattare con le cellule staminali".

Il primo intervento è stato eseguito dal Dott. Dario Siniscalco, esperto di autismo (ricercatore Università di Napoli): "Io sto studiando la possibile applicazione delle staminali nella cura dell’autismo. Il sintomo principale dell’autismo è una chiusura del bambino in sé stesso. Nell’ultima statistica un bambino su 88 sviluppa l’autismo negli Stati Uniti e negli ultimi anni la statistica è un crescita. Ancora non abbiamo capito il perché ci sia stato un aumento così esponenziale della malattia. Non ci sono farmaci per guarire dall’autismo, ma i medici consigliano solo dei farmaci che permettono di diminuire gli scatti d’ira.

Le staminali hanno il grande vantaggio di rigenerare altre cellule avendo la capacità di localizzarsi dove c’è il danno e interagire con le cellule killer creando molecole antiinfiammatorie. Stiamo trattando alcuni giovani pazienti autistici italiani. Qualche settimana fa abbiamo accompagnato a Kiev un bambino per essere trattato con le staminali, ed è proprio questa settimana che ho ricevuto una mail dei genitori i quali mi dicono che il bambino è molto ricettivo ed anche per me è stata una sorpresa in quanto io stesso avevo visto che la situazione non era positiva".

Prof. Davide Vannoni (Presidente Stamina Foundation) : "Ascoltando l’intervento del Dott. Siniscalco mi ha stupito il fatto che pazienti italiani debbano andare a Kiev e ricercatori italiani debbano accompagnare dei pazienti italiani in quanto in Italia non si possono fare neanche le cure compassionevoli. Questa è una amara considerazione. Le cellule staminali comportano poco disagio per il paziente: noi preleviamo dall’anca in 15 minuti un pezzetto di osso con la parte sottostante di tessuto. Le cellule vengono lavorate e messe in cultura per un mese ed esse si sviluppano senza danneggiarsi.

Vengono prodotte in ambienti sterili e quando hanno raggiunto una quantità sufficiente vengono preparate e divise in provette, che verranno utilizzate nel ciclo terapeutico per il paziente. La nostra popolazione è priva di contaminazioni di altri tipi di cellule staminali (sangue e pelle). Il fatto che noi vogliamo operare in Italia, e soprattutto in un ospedale pubblico come quello di Brescia, è una bella occasione per il nostro Paese. Quello che chiediamo è che almeno i pazienti che hanno iniziato continuino la cura".

Dott. Gianfranco Merizzi (Direttore Medestea stem cells, ex proprietario di Clinians e L’Angelica): "Con la mia azienda abbiamo curato e seguito attentamente la terapia della Stamina Foundation e comunque noi iniziammo a trattare le staminali già dal 2001, quando le utilizzavamo sui maiali infartuati salvandoli. Non è stato semplice a livello imprenditoriale scegliere la Stamina Foundation, soprattutto per gli attacchi che aveva avuto, ma poi abbiamo trovato tanti punti forti e non abbiamo avuto più remore acquisendone la metodica.

Quello che è successo nell’ultimo anno e mezzo ha dell’incredibile. Noi chiederemo alle autorità di poter di produrre le staminali con la nostra metodica. Il ministero il 23 agosto scorso ha detto che le cellule prelevate a Brescia sono perfettamente buone e possono essere utilizzate per qualsiasi fine, poi la campagna stampa le ha definite bufale. In Italia continueremo un contatto con le Istituzioni per farci produrre staminali con nostra la metodica mentre all’estero abbiamo rapporti avanzati con paesi in cui a terapia è legale e non abbiamo ostacoli. Nel frattempo è partita in Africa la sperimentazione per il vaccino dell’AIDS e nel 2014 inizierà la diffusione".

Dott. Marino Andolina : "Prima che un comitato etico condanni a morte una persona, negando la cura delle staminali, credo che dovrebbe guardarsi dei video delle persone che soffrono. Io oltre ad essere un medico, sono uno scienziato e quando ho fatto le cose ho sempre iniziato per la compassione verso una persona e non verso un gruppo. Nel 1984 ho fatto il mio primo trapianto di midollo ad un bambino che soffriva e l’ho fatto avendo negli occhi un altro che precedentemente era morto.

L’ho fatto violando tutte le norme possibili ed immaginabili e poi negli anni seguenti il mio metodo è diventato un protocollo. Nel 2008 ho trapiantato Daniele Tortorella facendo un esperimento brutale, senza sapere se avrei fallito o meno, in quanto il midollo era di un padre non compatibile. Purtroppo nel corso di questi ultimi anni ho incontrato un numero considerevole di vigliacchi che mi hanno messo i bastoni tra le ruote, e questo lo dico con molta tristezza e rabbia".

Don Armando Moriconi (parroco della Cattedrale della Marina) : "Entro in questo argomento in punta di piedi e con prudenza, ma anche con convinzione in quanto tratta della sofferenza umana. Lo sguardo della Chiesa è profondamente umano, tiene conto di tutti i fattori in gioco. Io credo che se si possano raggiungere degli obiettivi debbo raggiungerli. La scienza deve confrontarsi con la coscienza. Alla Chiesa sta a cuore l’uomo considerato nella sua interezza della sua integrità. Nella valutazione etica delle staminali occorre considerare due cose: il metodo di prelievo e i rischi del loro uso clinico e sperimentale.

I metodi devono essere considerati in rapporto alla loro origine: sono da considerarsi lecite quelle metodiche che non provano danno al soggetto e per questo dovrebbero essere prelavate da un organismo adulto oppure dal sangue del cordone ombelicale o di feti morti naturalmente. Il problema sorge quando si prelevano da embrioni viventi, perché si passa attraverso la soppressione di vite umane. Riguardo l’uso clinico vanno semplicemente rispettati i criteri di deontologia medica, riducendo al minimo i rischi e dando una grande informazione. La Chiesa riconosce che dal momento in cui l’ovulo viene fecondato parte una nuova vita. L’uomo è sempre un fine e mai un mezzo".

E sulla visione della Chiesa ha parlato anche il teologo ed esperto di bioetica Luca Tosoni. Diverse sono state le testimonianze dei familiari degli ammalati: Gianpaolo Carrer , papà della piccola Celeste, una bambina veneta colpita da SMA 1. Con le staminali ha fatto grandi passi, ma ad un certo punto il PM Guariniello ha bloccato le cure, fatte poi riprendere dal Tribunale di Venezia; Dott. Antonio Corbisiero, figlio di un’ammalata di Sla, che vorrebbe ridonare speranza a sua madre; Giuseppe Camiolo, papà della piccola Smeralda, malata a causa di un errore sanitario. Smeralda e Alice sono due gemelle, in due pesano circa 7 kg, nascono a 39 settimane, ma nonostante si chieda il parto cesareo, perché potrebbe diventare un rischio anche la salute della madre, i ginecologi fanno orecchie da mercante.

Alice nasce sana, Smeralda nasce 53 minuti dopo con gravi danni cerebrali. Con le cellule staminali si vedono i primi progressi, ma Guariniello interrompe le cure anche per lei, poi il Tribunale di Catania, come quello di Venezia dice sì alle cure compassionevoli; Irene Sampognaro, moglie di Giuseppe Marletta, un architetto in coma a causa di un altro errore di malasanità. Giuseppe deve effettuare un banale intervento per la rimozione di due punti metallici in bocca, va in arresto cardiaco durante l’operazione e finisce in coma.

Irene, che allora era incinta, chiede che lo Stato le faccia usare le staminali per provare a ridargli una vita oppure le faccia praticare l’eutanasia; Tommaso Prisco, presidente dell’Associazione Or.s.a. (Organizzazione Sindrome di Angelman) Onlus; Arturo Folgore, papà di Luigi, un ragazzo di 27 anni che a seguito di un incidente stradale 9 anni fa ha subìto dei danni; Vito Tortorelli, nonno del piccolo Daniele, un bambino di 6 anni colpito dalla sindrome di Niemann Pick); Luigi Bonavita, presidente dell’Associazione Niemann Pick Onlus.

La parte legislativa è stata curata dagli avvocati del Foro di Venezia Dario Bianchini e Marco Vorano e dalla ricercatrice dell’Università degli studi di Catania Desirèe Sampognaro.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-11-2012 alle 16:37 sul giornale del 19 novembre 2012 - 2908 letture

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