Calcio: la Jesina contesta il divieto di trasferta a San Benedetto

Jesina Calcio 1' di lettura 18/10/2012 - Di fronte all'ennesimo divieto di trasferta imposto ai tifosi della Jesina, la società leoncella ha indirizzato una dura lettera a Casms (l'Osservatorio sullo Sport del Ministero degli Interni), Prefettura e Questura di Ancona, Commissariato di P.S. di Jesi.

Ecco il testo della missiva:

“La S.S.D. JESINA CALCIO SRL prende atto con estremo stupore del provvedimento emesso dal Prefetto di Ascoli Piceno che impedisce ai tifosi leoncelli di seguire la squadra del cuore anche nella trasferta di San Benedetto del Tronto.

Trattasi di una sanzione afflittiva, per la società e per i suoi tifosi, assolutamente immeritata ed incomprensibile poiché da mesi gli sportivi Jesini hanno dato dimostrazione di maturità e cancellato qualsiasi neo di un passato ormai remoto.

L’amarezza è ancora più marcata laddove si riscontra una disparità di trattamento a dir poco palese con decisioni penalizzanti pur a fronte di comportamenti corretti e, come nella trasferta ad Ancona, addirittura esemplari.

La nostra città, da molti definita “città dello sport”, si scopre umiliata e si interroga sul fatto che anche in questo ambito sembra fare capolino la “politica” meno nobile, laddove chi come la nostra città, è privo di tale sostegno, si trova improvvisamente e ancora una volta impotente.

Invitiamo i nostri tifosi a dare l’ennesima dimostrazione di maturità non seguendo la squadra a San Benedetto e confidiamo nel fatto che questa sia l’ultima evidente ingiustizia.

Fermo restando che se i nostri convincimenti si riveleranno errati, saremo i primi a farci carico delle conseguenze sportive”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-10-2012 alle 10:56 sul giornale del 19 ottobre 2012 - 918 letture

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