Limiti all'accensione degli impianti di riscaldamento, 'Provvedimento obbligato'

Termosifone, riscaldamento 1' di lettura 15/02/2012 - I contenuti dell’ordinanza sindacale che pone limiti all’accensione e all’utilizzo di impianti di riscaldamento domestici e a quelli di lavorazione di attività commerciali, hanno suscitato perplessità generali.

A tal proposito l’Amministrazione comunale sottolinea che i provvedimenti presi, compresi quelli riguardano camini, forni e stufe domestiche, sono conformi a quanto previsto dall’accordo di programma sottoscritto da Regione, Prefetture, Province, Autorità Portuale di Ancona e circa 50 Comuni marchigiani che ricadono nella cosiddetta “zona A”, ovvero le realtà costiere e alcune valli con le principali aree urbanizzate in cui, sulla base dei dati rilevati in passato, è concreto il rischio di superamento dei limiti dell’inquinamento da polveri sottili e da ossidi di azoto.

“In caso di inadempimento del presente Accordo da parte degli Enti Locali, la Giunta Regionale- si legge nella nota ufficiale- si riserva di attivare i poteri sostitutivi previsti della normativa vigente in materia, nonché le azioni di regresso nei confronti dei medesimi Enti per le infrazioni comunitarie conseguenti al suddetto inadempimento”.

Pertanto l'ordinanza è obbligatoria e mirata anche alla tutela della salute, visti i gravissimi danni che l’inquinamento da polveri sottili provoca con scientifica certezza.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-02-2012 alle 13:15 sul giornale del 16 febbraio 2012 - 586 letture

In questo articolo si parla di attualità, giulia mancinelli

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/vfv





logoEV
logoEV