Movimento 5 Stelle sul piano regolatore del porto: 'l'attività edilizia non danneggi la pesca'

2' di lettura 04/09/2011 -

Il MoVimento 5 Stelle evidenzia l'assenza di documenti ufficiali sulle discussioni e i ragionamenti interni alla maggioranza che hanno portato ad un progetto che trasforma la città in qualcosa di completamente diverso e lontano dalla sua vocazione.



Il nuovo Piano Regolatore del Porto determina l’indirizzo di buona parte dell'aspetto sociale, economico, ludico e produttivo della città, gli effetti saranno pressoché irreversibili e evidenti solo sul medio-lungo periodo. Le decisioni dell'Amministrazione daranno perciò la “direzione” verso cui si muoverà la città, influenzando nella sostanza il futuro di San Benedetto del Tronto ed è essenziale che esse siano dettate dal buon senso e dalla trasparenza.

Con profondo sgomento il MoVimento 5 Stelle è venuto a conoscenza che si tratta di un progetto scaturito dalle discussioni interne alla maggioranza, senza la produzione di un solo documento riassuntivo ufficiale delle valutazioni, ma espresse verbalmente sulla base dello studio commissionato a Nomisma; non esistono altri mezzi d'informazione che permettano di capire quale sia stato il percorso ragionato di questa Amministrazione. Chiunque è costretto a procedere per intuizioni personali.

Tanto sono scarsamente documentati le discussioni e i ragionamenti che hanno partorito questo nuovo progetto, tanto queste discussioni e questi ragionamenti sarebbero da comprendere e rendere trasparenti. E' chiara la scelta di ridurre le risorse da dedicare all'attività della pesca, ma non si comprende il perchè di una scelta che si piega passivamente all'andamento del mercato piuttosto che spingere al rilancio dell'attività che per anni ha rappresentato il fulcro della vita sambendettese.

Lo spirito di questo progetto dovrebbe seguire criteri suggeriti dal mercato ma legati alle peculiarità del territorio, puntando sulla “qualità urbana [Nomisma, 2006]” e non sulla attività edilizia come motore dell’economia, infatti: “…tali interventi strettamente immobiliari, potranno trovare valide forme di attuazione e riflessi adeguati solo se supportati da azioni di più ampio respiro, in grado di incidere in maniera più netta nel sistema socio-economico di riferimento [Nomisma, 2006]”.

Ci si chiede quali siano state le richieste (i desiderata) in sede di domanda di studio a Nomisma, se è vero come è vero che Nomisma ha redatto il suo piano “…sulla base delle indicazioni strategiche raccolte attraverso molteplici incontri con testimoni privilegiati pubblici e privati e considerando le indicazioni fornite dal quadro conoscitivo tecnico-urbanistico e socio-economico sviluppato nella Fase 1 dello studio di fattibilità, vengono ipotizzate alcune soluzioni funzionali, espressione dei desiderata e delle aspettative di medio-lungo periodo… [Nomisma, 2009].”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-09-2011 alle 19:52 sul giornale del 05 settembre 2011 - 679 letture

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