Evasione fiscale, la Finanza sequestra un immobile ad un imprenditore

guardia di finanza di ascoli piceno 2' di lettura 27/04/2011 -

Gli uomini della Guardia di Finanza provinciale di Ascoli Piceno, coordinati dal Procuratore Capo della Repubblica di Ascoli Piceno, dott. Michele Renzo, hanno posto a sequestro preventivo nove immobili di proprietà di un imprenditore ascolano e della moglie, di cui otto nel centro storico e Piazza Arringo di Ascoli Piceno e uno a San Benedetto del Tronto (AP).



I beni, per un valore complessivo di 1.599.000 euro, sono stati posti a sequestro in attuazione del cosiddetto 'sequestro per equivalente' poichè gli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria di Ascoli Piceno, nel periodo ottobre 2010-aprile 2011, hanno accertato che l’imprenditore ascolano, titolare di una ditta individuale, con il concorso della moglie e del consulente fiscale, avrebbe evaso l'IRPEF per 1.602.879 euro nell’anno d’imposta 2008, omettendo di dichiarare un reddito imponibile pari a 3.727.626 euro, relativo ai lavori di costruzione, adeguamento e potenziamento degli impianti di depurazione e trattamento di acque e reti fognarie eseguiti.

L’illecito intento evasivo, secondo le indagini della Guardia di Finanza, sarebbe stato attuato mediante il conferimento nel 2007 del ramo d’azienda di “Esecuzione lavori di manutenzione e costruzione edili” della ditta individuale ad una società di persone costituita dagli stessi coniugi, la quale, dopo appena otto mesi di vita, si è sciolta. Il conferimento è consistito quindi nel trasferimento dei valori attivi e passivi della ditta individuale, comprendenti il reddito di 3.727.626 euro conseguito dall’imprenditore a seguito dei lavori svolti, ma in realtà l’operazione traslativa è stata realizzata al solo fine di raggiungere un indebito arricchimento a scapito dell’Erario. Infatti, sono stati trasferiti soltanto i valori contabili per le opere già realizzate (6.370.140 di ricavi e 2.642.514 di costi). Inoltre, la neo costituita società tra i coniugi, ricevuti i valori contabili nell’anno 2008, si sarebbe sciolta senza indicare alcun reddito nella relativa dichiarazione fiscale con la motivazione: “Non è più in grado di conseguire l’oggetto sociale a causa di dissidi insanabili tra i soci” (cioè marito e moglie), omettendo di attuare la procedura di liquidazione prevista dal codice civile.








Questo è un articolo pubblicato il 27-04-2011 alle 19:38 sul giornale del 28 aprile 2011 - 897 letture

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