L'ombra del nucleare sulla Sentina

3' di lettura 24/04/2010 - Nucleare sì, nucleare no. L'ipotesi si un reattore in zona Sentina ha scatenato un vespaio di polemiche. Tuttavia in molti tendono ancora a non voler alzare la guardia, come se si trattasse di un fatto altamente improbabile. Che ne sarà della riserva naturale? Da tempo immemorabile l'utilizzo dell'area è al centro di programmi elettorali che vanno da ipotesi quali la realizzazione di campi da golf con annessi hotel a cinque stelle ad un migliore sfruttamento delle potenzialità naturali a fini turistici.

Tra un progetto è l'altro, è spuntato fuori proprio durante le ultime regionali l'elenco dei siti italiani attraverso i quali si dovrebbe dare il via al ritorno del Paese al nucleare. L'elenco cita San Benedetto del Tronto anche se non espressamente l'area Sentina. Ora i cittadini si chiedono: ma è veramente possibile?

Sabato 17 aprile, proprio da San Benedetto del Tronto, si è levato il coro dei no al nucleare. Si è trattato di una manifestazione spontanea di cittadini, senza bandiere e apartitica contro la decisione del governo italiano di tornare a utilizzare il nucleare. La Sentina ospita una riserva naturale regionale di 180 ettari, con un altissimo valore turistico e ambientale per l'intera regione Marche tra l'abitato di Porto d'Ascoli a Nord e il fiume Tronto a sud. La possibilità di un reattore nell'area, che non porterebbe certo vantaggi economici alla città, che vive di turismo, spaventa non poco.

"Oltretutto - hanno dichiarato i cittadini che hanno preso parte alla manifestazione - la cittadinanza italiana ha già espresso la sua opposizione a tale tecnologia tramite il referendum del 1987, mentre ora il governo tenta di aggirare questa volontà pubblicizzando i nuovi impianti di quarta generazione come sicuri. Inoltre una centrale nucleare, una volta in funzione, produce scorie radioattive che rimangono attive e potenzialmente distruttive per migliaia di anni".

"Forse - hanno aggiunto gli organizzatori - non tutti sanno che nelle bollette della luce che paghiamo vi è una parte che viene destinata a coprire le spese di smaltimento delle vecchie scorie prodotte dalle centrali in funzione negli anni ottanta". Sabato pomeriggio il candidato Pd Pietro Colonnella ha incontrato gli abitanti della Sentina e i rappresentanti delle associazioni ambientaliste per ribadire il suo impegno contro il nucleare, a favore di uno sviluppo ecosostenibile della Riserva Naturale.

Quella di individuare la Sentina come eventuale sede di una centrale nucleare è per Colonnella una proposta "scellerata", che non va però sottovalutata: "metterò tutto il mio impegno per scongiurare tale possibilità e per garantire alla Sentina un futuro diverso". Una cosa è certa: se l'area Sentina venisse adeguatamente sfruttata, sarebbe in grado di portare davvero un valore aggiunto all'economia della città. La strada intrapresa, quella della valorizzazione delle caratteristiche naturali a fini turistici, sembra al momento in assoluto la migliore.





Questo è un articolo pubblicato il 24-04-2010 alle 18:45 sul giornale del 26 aprile 2010 - 711 letture

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