Ecco la prima mostra personale del giovane JV Vallorani

2' di lettura 14/02/2010 - Arriva ad un momento significativo Vallorani, un fulcro prolifico di evoluzioni, attraverso un attorcigliarsi di fecondità interiori che si dimostrano oggi più definite di profondità, nette di marcature.

Intensa, veloce, epilettica è la sua pittura, che sembra stridere, dividere bruscamente le linee e i gesti dei soggetti, inscatolate in scene che si scompongono alla vista, senza mezze misure o sfumature. Netta è la pennellata, grossolana a volte, decisa, violenta. Eppure, in ogni lavoro, questo circo grottesco di colori affoga nel nero più convinto, che circuisce l’immagine e fa da recinto allo strabordare. Sì che i colori dunque – oggi più antagonisti - non si accostano ne si mescolano, ma convivono schiena a schiena : ognuno è carico di una propria intenzione, di un preciso volere. E’ un caos d’immagini sovraccariche di controversie, il lavoro di Jayme; la materia del pigmento diviene realtà ed intimo, e passa dal gesto irrequieto e schizofrenico, a quello più introverso e cupo: tutto si mescola assieme all’atto del sesso, al nudo di donna, ai seni e la carne, la natura, la vitalità del godere.

Una pittura dal sapore espressionista, quella del giovane Vallorani, che attraverso i contrasti riesce a far emergere i suoi personaggi, non solo nelle loro forme, ma soprattutto nella loro indole, con un profumo di cinismo singolare, riesumando un’atmosfera al limite dell’esasperazione, complicata com’è complicata la mente dell’uomo. Di certo è visibile la radice ispirante, che ad oggi però si mescola a momenti di accenni illustrativi, allontanando, con un suo segno identificabile, il punto di partenza, e creando un ponte con un intreccio di stili che ne formano infine uno proprio. Questo lo porta con decisione, ad espressioni parallele alla pittura, fino all’installazione, mantenendo come matrice quel ghigno di ambiguità che lo caratterizza. Nei dipinti di Vinicius, la dinamica emotiva ha un ritmo incalzante, ipnotico: il dubbio, l’ambivalenza, una passionalità che sembra reprimersi e si esprime solo nella goduria e il piacere come atto meccanico, si alterna alla voglia di assoluto, al raggiungimento di una totalità, ad una musa racchiusa dentro uno sguardo ermetico, fino a sensazioni che quasi aggrediscono lo sguardo, più forti pure della tecnica stessa.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-02-2010 alle 15:39 sul giornale del 15 febbraio 2010 - 733 letture

In questo articolo si parla di JV Vallorani





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