La Cisl punta il dito contro il sistema sanitario

cisl 3' di lettura 29/08/2009 - La situazione di instabilità generata dall’abbandono del campo da parte del Dr. Petrone in qualità di Direttore della Zona Territoriale n.12 di San Benedetto del Tronto, è estremamente pericolosa per una realtà sanitaria come quella sanbenedettese che da troppo tempo chiede aiuti concreti alle istituzioni regionali ma riceve solo il minimo supporto, indispensabile per sopravvivere.

Gli operatori sanitari della Z.T 12 sono stanchi di sopravvivere. Vorrebbero invece poter essere messi in condizione di lavorare con qualità e professionalità alla pari di altri territori. Davanti all’ ennesima provocazione della Regione Marche, il Dr. Petrone, nella massima coerenza con quanto più volte minacciato di fare, ha potuto soltanto prendere atto e salutare la compagnia.


Non avere i fondi sufficienti per completare la ristrutturazione dell’Ospedale, secondo il suo progetto e le esigenze riscontrate, ha convinto probabilmente il Direttore della Z.T.12 che i suoi interlocutori non fossero così credibili come volevano far credere a tutti. Come dire: caro Assessore Mezzolani e caro Dr. Ruta, le chiacchiere, non servono più.


Ci vogliono i fatti. La CISL FP non si fa ingannare dai roboanti articoli pubblicati dai giornali che puntualmente l’ufficio stampa della Regione Marche prepara, anche con costi che ricadono sulla collettività, per mostrare un sistema sanitario regionale forte e solido, quando invece la quotidianità ci racconta storie di deprecabili disparità tra territori diversi della stessa regione.


Le aree geografiche regionali maggiormente beneficiate dagli stanziamenti dei fondi, sono sempre le soliti note cioè quelle che si pensa possano garantire bacini di voti nei quali al momento opportuno andare a pescare. In tutto questo caos, cittadini ed operatori fanno la parte delle vittime sacrificali. Mentre si sbandierano ipotetici progetti e soluzioni di potenziamento per Ascoli e San Benedetto, i pazienti e gli operatori sanitari scontano tutti i giorni il prezzo di un sistema assolutamente inadeguato e disorganizzato, costruito per grandi obiettivi, il più delle volte non raggiunti, ma incapace di dare risposte concrete e pratiche ai reali bisogni giornalieri di chi è malato e di chi deve assisterlo.


Per la CISL FP la situazione di San Benedetto deve trovare subito una soluzione. Il commissariamento poco servirebbe alla causa e non andrebbe incontro alla richiesta pressante di cambiamento organizzativo che i lavoratori della Z.T.12 invocano da anni. Prima di pensare a tutto questo, però, qualcuno dovrebbe dire la verità su quanto avvenuto e sul vero motivo che ha costretto Petrone a dimettersi.


La conferenza dei Sindaci non potrà e non dovrà tollerare altre “sceneggiate” da parte del duo Mezzolani-Ruta e dovrà chiedere di essere puntualmente informata sulla sorte spettante ai singoli servizi ed Unità Operative Complesse, oggi presenti all’interno dell’Ospedale di San Benedetto, nell’ottica dell’accorpamento con Ascoli Piceno.


Cosa rimarrà veramente a San Benedetto? Ad oggi su questa partita sono state dette mezze verità. Vi è stata poca chiarezza e soprattutto sono state adottate decisioni senza alcuna concertazione con i Sindacati.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-08-2009 alle 17:34 sul giornale del 29 agosto 2009 - 900 letture

In questo articolo si parla di attualità, cisl





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