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Passata l’emergenza sanitaria e il lockdown, ormai siamo nel bel mezzo della cosiddetta Fase 3. Quanto abbiamo, si spera, superato – evidenzia Giuseppe Mazzarella, Presidente di Confartigianato Imprese Marche – non deve assolutamente far dimenticare l’estrema criticità di quello che è stato, ma anche quanto di positivo abbiamo potuto trarre.


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Ad oltre cinque mesi da quando siamo di fronte ad una emergenza sanitaria e, ce lo auguriamo, superata ora nelle sue fasi più critiche, per lo meno nel nostro Paese – afferma Giuseppe Mazzarella, Presidente di Confartigianato Imprese Marche – è giunto il momento di considerare ed “utilizzare” la discontinuità determinata dalla pandemia e dal forzato lockdown come “opportunità” per fare in modo che si segni davvero una interruzione, che si tracci definitivamente una “linea di non ritorno”, rispetto a quelli che sono i punti di debolezza emersi, sia a livello nazionale che regionale.


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La crisi sanitaria che stiamo attraversando ha messo in luce esigenze nuove e ha evidenziato vecchi problemi del nostro sistema produttivo. Nei giorni più difficili della crisi sanitaria tutte le Istituzioni del Paese si sono accorte dei problemi legati al lavoro in Agricoltura e delle difficoltà che la produzione agricola stava affrontando, e non in ultimo della necessità di emersione di rapporti di lavoro sommerso.





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Posticipate le chiusure dei bandi dei concorsi pubblici in scadenza tra il 23 febbraio e il 15 aprile. Il provvedimento del servizio Personale, emesso venerdì scorso, segue la decisione del Governo di “congelare” tutti i termini dei procedimenti amministrativi in corso prevista nel Decreto “Cura Italia” (D.Legge n. 18 del 17/03/2020).


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L'emergenza Coronavirus sta mettendo tutti noi a dura prova, sia a livello personale che lavorativo. L'informazione locale online, snella, efficiente, velocissima e vicina alle persone è un modello che in questo periodo può aiutarci ad affrontare questo momento difficile ed il futuro.




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È come se fosse una grande impresa che occupa 9.016 persone. Questo il valore dell’occupazione complessiva del sistema portuale, che va da Pesaro ad Ortona, secondo la ricerca “Analisi d’impatto occupazionale del sistema portuale del mare Adriatico centrale”, realizzata dalle società leader per ricerche statistiche Questlab e Quantitas di Venezia su commissione dell’Adsp e presentata mercoledì in una conferenza stampa nella sede dell’istituzione ad Ancona.