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Il rapporto mensile di UniCredit sulla condizione economica italiana registra qualche segnale positivo ma un Pil quasi immobile, una disoccupazione in aumento e il credito alle imprese ancora in territorio negativo.

ConfProfessioni e UniCredit lanciano il primo piano nazionale di finanziamenti e agevolazioni per sostenere il mondo delle libere professioni. Fidi veloci senza garanzie, anticipi parcelle e crediti verso le PA, basta essere iscritti a un Ordine.

Perché l’Italia è diversa? Perché non rischia come la Grecia o la Spagna di dichiarare, di fatto, bancarotta? Le ragioni che ci rendono diversi sono tante e, per fortuna, solide ma comunque il sistema Italia non è completamente al sicuro e, anzi, senza interventi decisi e strutturali, che risolvano le sue storiche carenze, rischia d’indebolirsi.

Le imprese italiane cominciano a intravedere primi spiragli positivi per tornare a risalire dopo la crisi, ma sono meno fiduciose nei confronti dell'ambiente istituzionale ed economico che le circonda. Il Nord Est si distingue, rispetto al contesto italiano, per un elevato clima di fiducia riguardo al superamento della crisi (con una differenza tra le prospettive di crescita e di flessione pari a +15), per l'esigenza di ricapitalizzare per restituire competitività alle aziende (secondo il 45,5%), per una maggiore propensione all'internazionalizzazione (per il 52,9%) e, infine, per una maggiore fiducia nei confronti delle istituzioni regionali rispetto al resto del Paese. È quanto emerge dal 9° rapporto nazionale sul sistema produttivo italiano realizzato dalla Fondazione Nord Est per UniCredit Corporate Investiment Banking - Il Sole 24 Ore.

In questi ultimi anni “chiedere un prestito” è diventata una normale forma di gestione delle finanze familiari e personali e proprio il “prestito personale” è una delle possibilità più gettonate, per risolvere innumerevoli esigenze nell’economia di una famiglia o di una persona.

Intervista a Mauro Ratto, Chief investiment officier di Pioneer, Gruppo UniCredit. Perché è iniziata la crisi, come è intervenuta la Ue e cosa accadrà ora.

L’Italia non viaggia a due velocità, i ritmi economici sono ben più differenziati e diversi. Non c’è solo la storica differenza fra nord e sud ma sono tutte le economie regionali a differenziarsi l’una dall’altra, sia per la velocità e la “pesantezza” con la quale sono entrate in crisi, sia per la risolutezza con la quale ne stanno uscendo, perché, e questa è la buona notizia, lentamente e a fatica ma dalla crisi le regioni stanno uscendo.

E' partito lunedì in oltre 70 classi di istituti superiori in tutta Italia il progetto di educazione finanziaria e bancaria “Guadagniamo il futuro” sviluppato da UniCredit, in collaborazione con Adiconsum, Federconsumatori e Movimento Difesa del Cittadino, che coinvolge oltre 2.000 studenti.

Intervista all’amministratore delegato di UniCredit, Alessandro Profumo, che affronta numerosi temi come la situazione economica, gli enormi deficit del bilancio statale, la Grecia e i conseguenti pericoli per l'euro, la regolamentazione dei mercati finanziari, la bank tax e, nella sua posizione di presidente del consiglio di sorveglianza.

Ordinari o a pacchetto, on line o tradizionali, sono sempre più numerose le soluzioni offerte dagli Istituti di credito. Ormai esiste una soluzione per ogni tipologia di risparmiatore. Per scegliere bene, quindi, è necessario conoscere bene le proprie esigenze.

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