Moria di pesci nel Tesino: ARPAM chiarisce sull'attività dell'agenzia e delle forze dell'ordine

2' di lettura 20/11/2020 - “Nessun ‘giallo’ sui campioni raccolti nel fiume Tesino, in corso l’attività istituzionale di supporto alla Polizia Giudiziaria”. È quanto chiarisce l’Agenzia per la protezione ambientale delle Marche ARPAM, in particolare riguardo un articolo apparso sulla stampa di mercoledì 18/11 riferito al caso di inquinamento del torrente Tesino.

Il giorno 8 ottobre scorso – spiega la nota dell’ARPAM – si è verificata, a causa di un presunto inquinamento delle acque del torrente Tesino, una moria di pesci, ritrovati spiaggiati in prossimità della foce e in minore entità in un tratto di circa 500-1000 metri a monte. Nella stessa data ha avuto inizio l’indagine di P.G. a carico degli Agenti dei Carabinieri Forestali Marche – Stazione di San Benedetto del Tronto (da ora CCF), che hanno chiesto ad ARPAM il previsto supporto per le attività ispettive e di laboratorio.

Nella medesima giornata è stata inoltre effettuata una prima campagna di campionamenti lungo il tratto del torrente, indirizzati, oltre al prelievo delle carcasse in galleggiamento, alla ricerca della più ampia gamma di parametri possibile causa dell’evento; gli agenti della CCF hanno nell’occasione fornito tutti i dati di contesto al fine di indirizzare il laboratorio ed il Servizio Territoriale ARPAM nel restringere il campo delle possibili cause della moria di pesci.

Una seconda fase di indagine, analoga alla precedente ma con punti di campionamento resi più funzionali dai primi risultati analitici condivisi con gli agenti della CCF, è stata svolta in data 15/10/2020 ed ha prodotto i seguenti risultati: a) la moria non è stata causata da asfissia, b) le cause dell’evento potrebbero essere compatibili con particolari tipologie di lavorazioni industriali che utilizzano in alcune fasi sostanze con alto grado di tossicità.

Mentre continuano le indagini della CCF ed i sopralluoghi anche congiunti riferiti al caso, sia le risultanze delle attività analitiche di ARPAM così come quelle riferite al supporto richiesto all’IZSUM di Terni, sono in questa fase inviati direttamente all’organo di Polizia Giudiziaria competente, per tutti i riscontri e le pertinenti valutazioni connesse all’attività di indagine nel suo complesso.

Infine, in merito all’associazione operata nell’articolo del 18/11 con la presenza di problematiche di cattivi odori causati dal depuratore di acque reflue urbane di Santa Maria Goretti (ricadente in altro comune, distante dall’evento di cui qui si riferisce), ARPAM chiarisce che si tratta di problematiche distinte in tutti gli elementi che le costituiscono e che non presentano alcuna correlazione, fatta eccezione per l’asta fluviale del torrente Tesino. ARPAM, oltre ad effettuare controlli sistematici presso l’impianto, controlli che hanno portato nel 2020 a molteplici sanzioni amministrative frutto di violazioni in campo ambientale, ha svolto indagini supplementari sul torrente, nel tratto interessato dallo scarico del depuratore di Offida, per approfondire questa tematica.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-11-2020 alle 15:37 sul giornale del 21 novembre 2020 - 179 letture

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