Controlli sulla filiera della pesca: sequestrati 190 kg di prodotti ittici e sanzioni per 16.000 euro

2' di lettura 25/11/2019 - Nei giorni scorsi, il personale della Capitaneria di porto di San Benedetto del Tronto, congiuntamente con il personale dell’Ufficio Circondariale marittimo di Porto San Giorgio e dell’Ufficio Locale marittimo di Cupra Marittima, ha effettuato una complessa attività di vigilanza in materia di pesca.

Tale operazione regionale è stata posta in essere sotto il coordinamento della Direzione Marittima di Ancona.

I controlli effettuati nell’ambito del territorio delle Provincie di Ascoli Piceno e di Fermo, hanno avuto come obiettivi primari la prevenzione e la repressione di attività illecite sulla intera filiera della pesca, dallo sbarco del prodotto ittico in banchina fino alle successive fasi di trasporto e commercializzazione, con particolare riguardo alla verifica della tracciabilità e all’etichettatura del prodotto, ovvero alla tutela del consumatore finale.

A tal riguardo, di particolare pregio è stata l’attività di controllo che ha portato all’individuazione di 70 kg circa di vongole che sono state pescate e sbarcate illecitamente da un motopesca che con la collaborazione di un’altra barca, presente lungo la costa, ha tentato di trasbordare a terra il prodotto pescato, cercando di eludere i controlli e il rispetto della normativa europea e nazionale sulla pesca dei molluschi bivalvi. L’attività di vigilanza degli ispettori pesca della Guardia Costiera, in seguito ad un attento monitoraggio, ha portato all’individuazione dei soggetti che hanno svolto tale attività. Il prodotto ittico è stato posto sotto sequestro e immediatamente rigettato in mare, in quanto ancora vivo e vitale.

Inoltre, durante l’intero periodo sono state elevate sanzioni per un ammontare di 16.000 euro e sono stati sequestrati 190 kg di prodotto ittico.

L’attività di controllo posta in essere dal personale appartenente al Compartimento Marittimo di San Benedetto del Tronto ha avuto la finalità di tutelare da una parte il consumatore finale, affinché possa fare un consumo consapevole del prodotto ittico che acquista presso le rivendite autorizzate piuttosto che presso i ristoranti, dall’altra preservare la risorsa ittica dalla pesca indiscriminata di prodotto che provoca l’inesorabile impoverimento della fauna marina.








Questo è un articolo pubblicato il 25-11-2019 alle 15:11 sul giornale del 26 novembre 2019 - 178 letture

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