Macerie post-sisma: M5S, “Allarmismo vol.2 - un anno dopo”

3' di lettura 21/03/2019 - Ormai siamo abituati alle sparate degli inetti e degli impreparati! È stato così anche per lo stoccaggio gas dove ci hanno dato addirittura dei “terroristi” ma pazienza, molti in politica non sanno quel che fanno e tantomeno non sanno quel che dicono.

E se mai qualcuno volesse capire come funziona la politica italiana e come persino un dato oggettivo possa improvvisamente divenire tutt’altro per mere ragioni di opportunità, è sufficiente paragonare le odierne dichiarazioni dell’Assessore regionale Sciapichetti con le stesse sue di un anno fa, quando noi del Movimento 5 Stelle esternavamo tutte le nostre preoccupazioni circa la possibile presenza di amianto nelle macerie prodotte dal terremoto, anche in seguito a segnalazioni circostanziate.

Oggi il nostro prode Assessore è favorevole alla cautela e a fermare il trattamento delle macerie a seguito dell’allarme scattato al Cosmari che si tradurrà nel blocco totale dei siti di Monteprandone e Arquata del Tronto; tale stop è conseguente all’inchiesta della Procura di Macerata che ha evidenziato il problema, solo ieri invece gridava ai quattro venti: “L’individuazione e il trattamento dell’amianto avviene prima del trasporto” e “Ancora una volta i grillini dimostrano la loro incapacità nella gestione dei problemi”; senza contare i proclami di chi parlava solo per dovere di partito senza fermarsi a riflettere che non si bluffa sulla sicurezza della popolazione, come ad esempio un altro facente parte della schiera dei disinformati, il segretario comunale – naturalmente PD – sig. Alfonsi da San Benedetto del Tronto, il quale si superava affermando: “Giorgini su amianto e macerie fa allarmismo criminale”.

Da persone di buon senso ci si aspetterebbero come minimo delle scuse, ma non è costume dei Piddini, come non è costume del loro capogruppo regionale Urbinati il quale, non perdendo l’occasione di sostenere la linea del Regno di Pesaro sebbene fosse esattamente il contrario di quello che sarebbe stato utile e opportuno alla sua città e ai suoi concittadini, all’epoca tuonava con fare minaccioso: “Le questioni molto delicate, e quelle legate al terremoto lo sono, vanno trattate con grande scrupolo, e spesso il limite tra informazione e procurato allarme è molto sottile. Credo che in questo caso il consigliere Giorgini abbia notevolmente varcato il limite.”

Peccato che il limite (della decenza) l’abbiano passato tutti questi “compagni” del PD; come è noto purtroppo, l’Italia è paese di santi, poeti e navigatori dalla memoria corta, perché altrimenti le piroette verbali di questi professionisti della politica sarebbero state da tempo riconosciute e smascherate.

Il paradosso ad oggi è che a Macerata si blocchino i lavori, mentre a Porto d’Ascoli si continui incessantemente a triturare inerti, parte derivanti dalle macerie del terremoto, parte derivanti da prodotti dell’edilizia, nonostante tutte le segnalazioni, le polemiche, gli esposti; inoltre, anziché un impianto ora ce ne ritroviamo quattro potenzialmente autorizzati di cui due in funzione a pochi decine di metri da quartieri densamente abitati, nonostante i dati allarmanti dell’Arpam sugli sforamenti dei rumori e di polveri sottili, questi ultimi ben 10 in 35 giorni di rilevamento che se rapportati a un anno solare, supererebbero di gran lunga i 100: tre volte i 35 sforamenti consentiti dalla legge!

Insomma, ci si deve ammalare a norma di legge per forza di cose? E il responsabile della tutela della salute pubblica cosa fa? Siamo costretti ad inviare l’ennesima denuncia alla Procura di Ascoli, prima o poi qualcosa dovranno pur fare.

Poi siamo noi che facciamo allarmismo. Lode alla memoria. I cittadini Sambenedettesi non dimentichino!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-03-2019 alle 11:57 sul giornale del 22 marzo 2019 - 278 letture

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