Due anni dopo il sisma: in molti ancora senza Casa

16/11/2018 - Sono trascorsi due anni dal tragico terremoto che ha colpito l'entroterra marchigiano.

Durante questo lungo periodo, gli abitanti delle zone colpite dal sisma, rimasti senza abitazioni, si sono adattati a vivere in situazioni estremamente difficili: dormendo in tenda, in camper, in auto, per poi essere ospitati in strutture ricettive specialmente sulla costa.

Qual è oggi la situazione attuale per tutte queste famiglie in attesa di una nuova e definitiva sistemazione?

Dopo due anni, sono finalmente arrivate le case dello Stato, realizzate con un appalto indetto dalla Protezione Civile, con un costo complessivo di un miliardo e 188 mila euro.

A Visso, le ultime case sono state consegnate poco più di due mesi fa, ma nelle ultime settimane, molte persone sono di nuovo sfollate.

A causa di grandi carenze, nei materiali usati per costruirle, molti cittadini sono stati costretti a lasciarle per consentire di ripetere i lavori e sistemarle nuovamente.

Dopo i dovuti accertamenti, si è scoperto che in molte abitazioni i pannelli del soffitto sono impregnati d' acqua, con muffa che si ripresenta continuamente ed i tetti, costruiti in modo semi piano, potrebbero cedere e quindi crollare sotto il peso della neve, se abbondante.

Una situazione inaccettabile, che ha portato nello sconforto coloro che stanno vivendo questo ennesimo dramma e che da due anni non riescono ancora a ritrovare serenità riappropriandosi della propria quotidianità.

La Procura di Macerata, ha aperto un'indagine sull' intera vicenda per capire di chi siano le reali responsabilità; è stato detto che è mancato un controllo adeguato durante lo svolgimento dei lavori; che i materiali non sono stati conservati in modo corretto, addirittura sono stati lasciati esposti a pioggia e neve; che i lavori sono stati eseguiti con tempistiche, che non hanno consentito di svolgerli in modo scrupoloso, perché bisognava rispettare i tempi di consegna stabiliti.

Nel frattempo, chi davvero sta pagando per questi sbagli, sono tutti quei cittadini che finalmente, erano giunti ad avere una propria casa; i soldi pubblici, impiegati per questi lavori, non sono bastati a garantire un nuovo inizio a tutte queste famiglie a cui va la massima solidarietà.





Questo è un articolo pubblicato il 16-11-2018 alle 02:02 sul giornale del 17 novembre 2018 - 464 letture

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