A San Benedetto uno sportello di accoglienza per la maternità difficile

4' di lettura 27/09/2018 - Il presidio trova il sostegno medico scientifico del ginecologo dott. Marco Strozzieri con il dott. Andrea Chiari, primario del reparto e capo dipartimento dell’U.O. di Ginecologia e Ostetricia presso l’Ospedale “Madonna del Soccorso”.

Nella mattina di sabato 22 settembre, la fondazione “Il cuore in una goccia” onlus ha presentato alle famiglie di San Benedetto del Tronto il progetto di uno sportello di accoglienza per le maternità difficili, finalizzato a creare un punto di riferimento ed un aiuto concreto a donne e famiglie che affrontano diagnosi prenatali patologiche.
Il presidio trova il sostegno medico scientifico del ginecologo dott. Marco Strozzieri con il dott. Andrea Chiari, primario del reparto e capo dipartimento dell’U.O. di Ginecologia e Ostetricia presso l’Ospedale “Madonna del Soccorso”.
Sarà inoltre coadiuvato da Maria Paola Anelli, da Paolo Graci e Lara di Sante, referenti di zona per la Fondazione “Il cuore in una goccia” onlus, insieme con le famiglie che hanno vissuto il percorso della perdita o malattia del proprio bambino. Non mancherà il supporto etico e fattivo del ginecologo dott. Carlo Di Biagio, già responsabile del poliambulatorio presso Caritas di San Benedetto e del dott. Luca Massimi, giovane neurochirurgo sambenedettese in servizio presso l’U.O.C. di Neurochirurgia infantile presso il Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma.
Una presenza importante per il territorio, ne sono convinti i promotori. Alla presentazione era presente Giuseppe Noia, presidente nazionale della fondazione “Il cuore in una goccia” onlus, Presidente dell’Associazione Italiana Ginecologi e Ostetrici Cattolici, nonché Primario di Ginecologia al Policlinico Gemelli di Roma dove sviluppa la terapia del feto in utero.
“Uno Sportello di Accoglienza – dichiara il dott. Noia – fa visto sotto tre luci: accoglienza, maternità, difficoltà. Rappresenta un punto di riferimento, attraverso la conoscenza del territorio e il contatto diretto con le persone. Ci poniamo l’obiettivo di dare risposte scientificamente rigorose e profondamente umane, nei casi in cui la diagnosi prenatale risulti infausta ed in un tracciato pieno di preoccupazioni e angosce. Non trascuriamo la dimensione umana e affettiva, spesso mancante nelle consulenze mediche relative a gravidanze patologiche, fortemente reclamata dalle famiglie. Il lavoro dello sportello è incentrato sul concetto di accoglienza, che assume le sembianze di un abbraccio umano e amorevole. Vogliamo così provare a fare una proposta alternativa per favorire la diffusione delle informazioni e dei valori orientati alla tutela della vita nascente, accoglienza del bambino, terapie di accompagnamento.”
In sintonia il dott. Marco Strozzieri che dichiara: “Farò il possibile per sostenere questo progetto, con la collaborazione delle famiglie ed il supporto medico scientifico dei colleghi. Essere ginecologo per me vuol dire aver avuto la possibilità di conoscere scientificamente la vita, accoglierla nella sala parto, e anche di pormi tanti perché. Di fronte alla patologia è inutile chiedere perché: va accolta, vissuta ed elaborata per capire qual è il nostro ruolo. Il percorso necessità di trovare porte aperte perché l’obiettivo è portare all’approvazione della Regione Marche la possibilità di un’accoglienza in ospedale. Ringrazio il prof. Noia dell’opportunità che mi ha dato.”
Nata nel 2005, la fondazione, ispirata dalla figura di Madre Teresa di Calcutta, si occupa di difendere e custodire la vita nascente e tutelare la salute della madre e del bambino, con particolare riguardo ai casi d’insorgenza di patologie prenatali di diversa natura e gravità.
Lo Sportello di Accoglienza di occuperà di accogliere la coppia o il singolo con diagnosi prenatale infausta o altri tipi di problematiche, dare informazioni medico-scientifiche, specifiche, puntuali e rigorose sulla patologia, finalizzate a ridurre l’amplificazione del rischio, l’ansia e il rifiuto della malattia e del bambino. Propone un’alternativa all’interruzione di gravidanza (secondo quanto indicato dall’articolo 5 della Legge 194/78): accoglienza del bambino, cure prenatali, terapie, palliazione, accompagnamento, sulla base del modello Hospice Perinatale. La finalità è non lasciare nella solitudine quelle famiglie che si trovano dinanzi ad una diagnosi prenatale infausta aiutandole, attraverso un programma di “medicina condivisa”, ad affrontare, con scientificità e umanità, tutte le delicate fasi della gravidanza e del parto. In quest’ottica il Cuore in una Goccia ha intrapreso il progetto di creazione di una rete di sportelli su tutto il territorio nazionale, non ultimo quello di San Benedetto del Tronto.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-09-2018 alle 09:19 sul giornale del 28 settembre 2018 - 2037 letture

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