Il caso del Pd dopo le amministrative e le liti a sinistra: il punto di vista del militante Armata

Partito democratico a pezzi 2' di lettura 17/07/2016 - 'Nella nostra Città, San Benedetto del Tronto, a cosa possiamo attribuire la sconfitta del Pd al secondo turno rispetto al voto delle primarie?'

'La politica è fatta da persone, non è un algoritmo. Il progresso, che nasce dalla società e si riflette col tempo nei partiti, ha momenti in cui va avanti, poi indietro, pause, dubbi. Non è una linea in cui dopo A viene B e poi C. Paolo Perazzoli si è presentato sulla scena come soggetto del cambiamento e subito ha vinto le primarie ma non la maggioranza dei voti al primo turno.

Poi nel ballottaggio: è sembrato che la conseguenza logica fosse che ripetesse il successo delle primarie del primo turno, addirittura sconfiggesse l’opposizione interna e la destra. Beh, no. Non è andata così. Parliamo di strutture di potere che governano da decadi, che hanno alleanza con i poteri economici, con i media più potenti. Era evidente che non sarebbe stato facile. Certo c'è stato un errore nella campagna elettorale e bisogna fare autocritica. Neppure bisogna pensare né che le gente sia sciocca o che sia pigra. Si era creata una grande aspettativa e molti non sono andati a votare.

Non possiamo dimenticare quello che abbiamo detto sempre: il cambiamento reale si deve produrre nella società. Se smettiamo di lavorare nei quartieri, nella vita quotidiana, nei luoghi di vita e di lavoro, insomma nella crescita culturale della Città, per molto che tu indovini il messaggio o il candidato sarà sempre una vittoria effimera. Non sono una persona o uno slogan che cambiano la Città.

Il Pd, in Italia nelle Regioni, anche a San Benedetto del Tronto è nato per il cambiamento, per stare con i giovani, con chi lavorava e non lavorava, con chi non votava e nei ceti popolari: in questo senso era un partito “di classe democratica”. Deve restare lì per crescere. Bisogna essere ambiziosi e utopisti per cambiare ma restare alle cose concrete.

Per assolvere a questo progetto non bastano più le dimissioni del segretario del Circolo Nord Andrea Manfroni, le dimissioni della segretaria dell’Unione Comunale Sabrina Gregori, e la ritrosia dell’attuale classe dirigente a lasciare il potere. Dobbiamo andare avanti. E per la seconda volta mi rivolgo al segretario del Pd regionale affinché si faccia pulizia totale con la scelta di un Commissario democratico, competente e autorevole.'






Questo è un articolo pubblicato il 17-07-2016 alle 13:34 sul giornale del 18 luglio 2016 - 540 letture

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