Cupra Marittima: arrivano 'Sole alto' di Dalibor Matanic e 'Urge' di Riccardo Rodolfi

2' di lettura 14/05/2016 - Il Cinema Margherita di Cupra Marittima da giovedì 12 a martedì 17 maggio propone: 'Sole alto' di Dalibor Matanic, con Tihana Lazovic, Goran Markovic, Nives Ivankovic, Mira Banjac, Slavko Sobin. Il film è stato premiato al Festival di Cannes 2015 dalla Giuria della Sezione Un Certain Regard e candidato al Premio LUX dell'Unione Europea e 'Urge' di Riccardo Rodolfi, con Alessandro Bergonzoni,

Sole alto: Sole alto racconta l’amore fra un giovane croato e una giovane serba. Un amore che Matanić moltiplica per tre volte nell’arco di tre decenni consecutivi: stessi attori (Tihana Lazović è affiancata dal bravo Goran Marković) ma coppie diverse.

I paesaggi sono utilizzati come orizzonti emotivi, prima ancora che geografici, e gli stessi attori come simbolo di ciclicità. I due ragazzi, invece, no: i due ragazzi non possono essere gli stessi, perché i loro vent’anni sono cristallizzati dentro una giovinezza, innocente e fragile, che ci parla (anzi: che ci deve parlare) di ieri, di oggi e, soprattutto, di domani. (www.trovacinema.it)

Urge: Tratto dall’omonimo successo teatrale di Bergonzoni, il film è la ripresa del monologo con cui l’attore-autore bolognese si scaglia, artisticamente e civilmente, contro le vacuità e le metastasi culturali della società di massa. Attraverso un attento lavoro di regia ne è nata un’opera unica nel percorso artistico di Bergonzoni: “Abbiamo girato uno spettacolo, senza capovolgerlo – osserva l’artista – Ma niente è per caso.

È un po’ che il cinema mi scalpita addosso. Fino ad ora le mie partecipazioni sul grande schermo sono state più effimere”. Lo spettacolo, che in tre anni ha visto 280 repliche teatrali in tutta Italia, anche in Svizzera, Germania e Spagna, è un urlo contro il piccolo, l’innocuo, il semplice non-so: urge grandezza non mania di grandezza, urge fantasia.

Attraverso un profondo lavoro sulla voce e sul pensiero, sulla scrittura e sul corpo, Bergonzoni fa viaggiare attraverso i suoi temi più cari – l’altro, l’oltre, il rimbalzo della norma, il gioco di specchi – e incita a fare voto di “vastità”. Ma cosa è la “vastità”? Questa è la domanda che Bergonzoni pone allo spettatore, la cui risposta si trova nell’aprirsi all’incommensurabile, all’invisibile, all’incredibile, all’onirico, per uscire da abitudini mentali indotte dalla selva di discorsi in cui tutti ci troviamo immersi. (www.trovacinema.it).






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-05-2016 alle 18:32 sul giornale del 16 maggio 2016 - 319 letture

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