Delitto Sarchiè. I familiari rientrano in possesso dei pezzi del furgone sequestrato

Jennifer Sarchiè 1' di lettura 14/02/2016 - I familiari di Pietro Sarchiè, il commerciante sambenedettese assassinato il 18 giugno 2014, sono rientrati in possesso dei pezzi del furgone- frigorifero di proprietà di Pietro, ora dissequestrato dalle autorità.

Seconda la testimonianza della figlia, Jennifer, il mezzo che Sarchiè utilizzava per vendere il pesce nelle zone dell’alto Maceratese, è stato tagliato, smontato e smembrato in decine di pezzi. I familiari sono rientrati in possesso di parafanghi, marmitta, ruote, sedili a altro ancora.

Per la complicità a smontare il Ford Transit di Sarchiè insieme a Salvatore e Giuseppe Farina è stato accusato Santo Seminara, accusato di aver aiutato i due Farina a nascondere il furgone di Sarchiè sin dal 18 giugno, giorno dell’agguato e assassinio, nel capannone della società s.r.l. di cui era amministratore, lasciando che i Farina lo utilizzassero per smontare e bruciare alcune parti del mezzo in assoluta tranquillità.

In questo caso furono messi a disposizione anche un bobcat e altri attrezzi per demolire il furgone di Pietro. Inoltre sempre secondo le indagini e i capi d’accusa, Seminara consentiva ai Farina di utilizzare un camion della stessa società da lui amministrata per trasportare materiale edile che sarebbe servito per coprire meglio il cadavere di Pietro Sarchiè nella Valle dei Grilli dove era stato trasportato. Santo Seminara ora agli arresti domiciliari, comparirà in tribunale il 31 maggio con le accuse di favoreggiamento, riciclaggio e ricettazione.


di Roberto Guidotti  
redazione@viveresanbenedetto.it





Questo è un articolo pubblicato il 14-02-2016 alle 22:21 sul giornale del 15 febbraio 2016 - 4731 letture

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