Monsampolo del Tronto: corruzione, tra la gente scatta la riservatezza per gli arresti 'eccellenti'

1' di lettura 09/06/2015 - Sono passati una ventina di giorni dall’arresto del Comandante e Vice Comandante della stazione dei carabinieri di Monsampolo del Tronto e l’eco dei gravi fatti portati alla luce dalle indagini comincia a farsi sentire un po’ di meno.

In un piccolo centro come Monsampolo, a differenza di grandi città o di località più grandi come possono essere Ascoli o San Benedetto, i cittadini conoscono bene i militari dell’arma e non solo di vista, ma anche di persona come in questo caso. Ecco perché lo scalpore suscitato dal doppio arresto di chi dirigeva il Comando era diventato l’argomento del giorno nelle piazze, nei bar o nelle conversazione tra amici.

C’è anche chi in qualche intervista televisiva aveva addirittura affermato di aver sentito già da tempo voci di possibili ricatti o di tentativi di concussione. Ora anche i cittadini sono divenuti più prudenti visto, che affermare di sapere ciò che avveniva, porta a delle responsabilità che poi devono essere giustamente chiarite davanti gli inquirenti. Nel frattempo anche al vice comandante Antonio Cianfrone sono stati concessi gli arresti domiciliari in una località fuori la Caserma di Monsampolo.

Intanto le indagini continuano per accertare ancora meglio i fatti. Forse quello che molti hanno trascurato in questa vicenda, è che per colpa di alcuni, sia stato infangato il buon nome di chi lavora seriamente, ogni giorno per il bene della comunità, come fanno gli altri uomini delle forze dell’ordine che prestano servizio nella locale caserma.


di Roberto Guidotti  
redazione@viveresanbenedetto.it





Questo è un articolo pubblicato il 09-06-2015 alle 22:24 sul giornale del 10 giugno 2015 - 475 letture

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