Poche ore al Capodanno. Perché l’usanza dei botti? E quali le sue origini?

2' di lettura 30/12/2014 - Le recenti ordinanze dei sindaci di San Benedetto e Grottammare che vietano l’utilizzo di petardi, mortaretti e l’accensione di botti e fuochi pirotecnici, ci offrono lo spunto per una considerazione sulle origini di alcune usanze comuni relative all’ultimo giorno dell’anno.

Come già è stato fatto per le usanze natalizie, abbiamo approfondito l’argomento e cercato di capire perché determinate consuetudini siano così diffuse.

Per esempio quella di sparare botti è una tradizione molto antica. Secondo l’enciclopedia Treccani del 2005 gli “scoppi dei petardi caratterizzano i festeggiamenti. Il baccano con campane e campanacci, le fiaccolate, il lancio della roba vecchia dalle finestre servono per scacciare i demoni e la mala sorte. Quindi, anche i cosiddetti 'botti' di fine d'anno sono volti ad allontanare dalla vita familiare spiriti maligni che non sopportano i rumori secchi: per questo si sparano i mortaretti, che sostituiscono il frastuono di strumenti rimbombanti, suonati un tempo per lo stesso scopo. Si compie così l'espulsione rituale delle ombre, dei vampiri, dei morti pericolosi che fino alla grande festa potevano invadere la società dei viventi. In tutte le culture si ritiene che i rumori fragorosi e scoppiettanti possano allontanare i demoni”.

Quando si iniziò a festeggiare il Capodanno? The World Book Encyclopedia del 1984 spiega: “I romani dedicarono questo giorno [il 1° gennaio] a Giano, dio delle porte, degli ingressi e degli incominciamenti. Gennaio viene da Giano, che aveva due facce, l’una rivolta in avanti e l’altra rivolta all’indietro”.

Sempre la succitata Treccani dice qualcosa su chi fosse il dio realmente più acclamato: “Il dio che si celebrava in chiusura dell'anno era però Saturno: durante la festività dei Saturnalia di dicembre i padroni cucinavano per gli schiavi e servivano loro suntuosi banchetti. Era il periodo dei contrari, con i servi nel ruolo dei padroni, le donne in quello degli uomini, i bambini al posto degli adulti. Semel in anno licet insanire "una volta l'anno è lecito impazzire": erano le eccezioni che confermavano le regole, perché ogni cosa nei giorni seguenti potesse andare avanti come prima”.

Molte altre usanze che possono variare da regione a regione e altre praticate in paesi del mondo affondano le loro radici in riti religiosi pagani e precristiani. Secondo alcuni sondaggi comunque, l’80% dei nostri connazionali ignora il motivo di certi gesti o non si è mai posto il problema di approfondire l’argomento e verificare il motivo di certe tradizioni così comuni.


di Roberto Guidotti  
redazione@viveresanbenedetto.it







Questo è un articolo pubblicato il 30-12-2014 alle 21:32 sul giornale del 31 dicembre 2014 - 1309 letture

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