Grottammare: un pernotto della Boldrini al 'Casa Pazzi' messo in discussione dal Codacons

2' di lettura 16/12/2014 - La presidente della Camera dei deputati pernottò a Grottammare per motivi personali nel dicembre del 2013 e il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) presenta un ricorso per il pagamento anticipato dalla Camera dei Deputati.

Domani 17 dicembre alle ore 15 il Consiglio di Giurisdizione della Camera dei Deputati deciderà in merito al ricorso presentato dal Codacons e relativo ad alcune spese sostenute dal Presidente Laura Boldrini.

La vicenda riguarda il pernottamento a titolo privato del Presidente della Camera presso l`albergo "Casa Pazzi" di Grottammare (AP), avvenuto in data 7 dicembre 2013. In tale circostanza, infatti, sottolinea una nota del Codacons, il costo del soggiorno sarebbe stato anticipato dalla Camera dei Deputati, pur trattandosi di un viaggio a titolo strettamente personale, e successivamente la relativa somma spesa interamente restituita dalla Boldrini.

Il Codacons aveva presentato una istanza alla Camera dei Deputati, volta ad ottenere atti, verbali e documenti relativi alla delibera che avrebbe consentito agli Uffici del Cerimoniale (o altro Ufficio preposto) della Camera di anticipare le spese di natura privata del Presidente Boldrini.

I legali del ramo del Parlamento, tuttavia, si sono fermamente opposti a tale richiesta, sostenendo l’assenza di legittimazione da parte del Codacons e, quindi, la mancanza di interesse da parte dei cittadini a conoscere come vengono spesi i soldi pubblici. Domani il Consiglio di Giurisdizione della Camera (Presidente Rel. Alberto Losacco PD, Cons. Tancredi Turco M5S, Cons. Antonio Marotta PDL) deciderà definitivamente sul ricorso presentato dall’associazione.

“Non mettiamo in discussione la restituzione della somma anticipata dalla Camera alla Boldrini, né la correttezza di tale procedura, ma pretendiamo trasparenza nell’interesse dei contribuenti che finanziano gli organi dello Stato – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Se tutto si è svolto nel rispetto delle norme, non c’è motivo alcuno per cui la Camera debba tenere segreti i documenti relativi al soggiorno in hotel del Presidente Boldrini”.


di Roberto Guidotti  
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Questo è un articolo pubblicato il 16-12-2014 alle 21:35 sul giornale del 17 dicembre 2014 - 1407 letture

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