Grottammare: la 'Dog Beach Area' fra gli entusiasmi e le lunghe attese

2' di lettura 01/12/2014 - Come la Fortezza Bastiani del romanzo attende i Tartari che diano senso alla sua desolazione, così a Grottammare la deserta pietraia a sud di Tesino attende i cani. Da un pezzo.

“Spiaggia per cani” immaginata e sbandierata in campagna elettorale dal candidato sindaco (erede designato di quell’altro dall’indimenticabile “io non mangio cani perché non sono cinese”). Dopo un anno, ancora annunciata a lenzuolate dalla stampa come l’ottava meraviglia che, tempo una settimana (di anno imprecisato), vedrà la luce nel pietroso tratto di litorale che il mondo ci invidia.

Passano mesi, la Fortezza Bastiani è ancora deserta, i cani aspettano. Si “offendono”, i Quarantatreesimiparalleli, quando gli si fa notare il dovere di scusarsi - con evidenza almeno pari agli strombazzamenti - coi cittadini e i villeggianti convinti di trovare la spiaggia che non c’è (da ‘ste parti sono “offesa” il civile dissenso e l’opinione non appecoronata, fastidiosi inciampi per la casa regnante e i suoi cortigiani).

Arriva l’inverno, e Drogo-Piergallini: i ritardi sono imputabili solo al Comune (e a chi, sennò?) ma abbiate fede miei prodi, i Tartari sono già all’orizzonte e ci copriremo di gloria. Che importa che in questo tratto di litorale ci siano solo (belle) dune di sassi che il mare ha restituito con furente giustizia alla sua spiaggia, vendicando il disastro di ripascimenti criminali a base di sabbie nere e schifide.

Che importa se quel tratto di mare è non balneabile (per gli umani, ma i cani possono liberamente ammazzarcisi); se la pietraia è immondezzaio e deposito di deiezioni anche umane; che importa se molti cittadini interpellati si dissero contrari proponendo siti più idonei, elementare essendo che i cani han di meglio da fare che massacrarsi le zampe sui sassi e mangiarsi gli ami dei lugubri pescatori della sera.

L’indomita guarnigione sta come torre che non crolla: la Dog Beach Area (“se gli parli difficile la ggente s’affezzziona”) la vuole lì e lì si farà. E’ la “partecipazione” di Grottammare, bellezza.

Intanto avanti col lavoro, e vai col monumentale cagnone di pietra che stralunato guarda il nulla, muto agli sguardi dei passanti (increduli, specie se foresti), incapace di spiegare che lui non vorrebbe, no, spaventare i cani veri, ma che in effetti, specie ai piccoli, paura gliela fa davvero.

Non è colpa mia, sembra dire, se sono uno spaventacani, ma sotto sotto me la rido: perché il mare nella sua saggezza antica e caparbia continuerà indomito a riportare sassi alla sua pietraia, che tale resterà sempre, beffandosi di vetrine associazionistiche e di amministratori-piazzisti.






Questo è un articolo pubblicato il 01-12-2014 alle 09:57 sul giornale del 02 dicembre 2014 - 562 letture

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