Il fim del regista sambenedettese Paolo Consorti premiato al 'Festival Popoli e Religioni'

2' di lettura 17/11/2014 - Vince con "Il Sole dei Cattivi" che racconta la natività e la passione di Cristo visti attraverso il punto di vista di due celebri “cattivi” del Vangelo: Erode e Caifa con scene girate a Grottammare e Larino.

Un'opera sperimentale che mescola fiction, documentario e improvvisazioni e vede la partecipazione di Elio e le Storie Tese e Sergio Cammariere alle musiche e di Nichi Vendola e dello stesso Elio nel cast.

Il film è la prima pellicola del regista, al centro della trama Erode e Caifa, le due figure storiche impresse nella memoria collettiva con il ruolo di “eterni cattivi” sono rivisitati in una chiave inedita e attuale, con uno sguardo retrospettivo sulla loro vicenda personale che ha un destino diverso, immaginato dall’autore.

Ispirazione di tutto il lavoro è stato un filmato scovato su internet da Consorti della passione vivente che si svolge ogni anno a Larino, comune frentano in provincia di Campobasso nel molisano scelto anche per il set cinematografico per le scene che riguardano la Passione di Gesù Cristo in chiave moderna.

Larino con le sue tradizioni, le bellezze storiche e architettoniche fanno da sfondo alla storia di Caifa, interpretata da Nino Frassica, collocata nella rappresentazione della Passione vivente. I figuranti della sacra rappresentazione, tra i quali figurano Federico Rosati nei panni del parroco e organizzatore, e Manfredi Saavedra, attore larinese nei panni di San Giovanni, diventano personaggi veri, intrecciando la devozione popolare e la finzione cinematografica.

Il figlio del compianto Oreste Lionello interpreta Erode, e in questo caso le scene sono ambientate a Grottammare durante la rappresentazione del presepe Vivente.

Intorno a Erode, come per Caifa, si muovono attori-non attori, che lo accompagnano nel dramma che tende verso la conversione dell’anima. I due personaggi principali uniscono la nascita e la morte di Cristo e, inseriti in una religiosità semplice, perdono la loro durezza e diventano fragili, rivelando a tutti una seconda chance.

Un grande lavoro che riesce ad unire peculiarità culturali e di costume proprie di luoghi e borghi con una profondità semantica e religiosa, lo stesso Consorti soddisfatto del riconoscimento lo ha definito 'un'opera totale'.






Questo è un articolo pubblicato il 17-11-2014 alle 16:28 sul giornale del 18 novembre 2014 - 1389 letture

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