'Lavorare, lavorare…', un monumento simbolo ma troppo scolorito

1' di lettura 11/09/2014 - Sono ormai completamente sopite le polemiche che accompagnarono l’installazione del monumento di Ugo Nespolo nel 1998 “Lavorare , lavorare, lavorare, preferisco il rumore del mare”. Qualcuno a suo tempo interpretò la frase come una beffa per i pescatori e per il loro duro lavoro. Niente di tutto questo.

Come ha spiegato lo stesso Nespolo, nella targa installata al centro dell’opera, si tratta di ricordare che la vita non è solo il lavoro, che a volte viene determinato dall’avidità, invidia e non dalla effettiva necessità, ma di considerare i doni di Dio che riceviamo nella vita e prendersi qualche momento scanzonato di allegria .

Oramai il monumento appare riprodotto su cartoline, calendari, gadget, calamite in vendita in città e non solo d’estate. Quasi un simbolo per San Benedetto, che come si sa, non vanta molti monumenti storici-artistici e che è stata arricchita nel centro proprio negli ultimi anni da opere di artisti contemporanei.

Il problema è che da un po’ di tempo il monumento è scolorito. I colori blu e rosso hanno perso la lucentezza che lo contraddistingueva. Nella parte bassa, nelle “gambe” che sorreggono le lettere ci sono scritte e scarabocchi fatti con lo spray, che danno una pessima impressione a chi lo guarda da vicino.

Sicuramente un ripulita e una rinfrescata a livello di colori sarebbe l’ideale e fornirebbe una migliore impressione ai tantissimi turisti che si fermano ad osservare e fotografare l’opera, indubbiamente qualcosa di particolare e originale nel panorama artistico moderno a livello nazionale.


di Roberto Guidotti  
redazione@viveresanbenedetto.it







Questo è un articolo pubblicato il 11-09-2014 alle 22:06 sul giornale del 12 settembre 2014 - 705 letture

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