Ex ferrovia Fano-Fossombrone: Lupus in Fabula propone la 'via verde tecnologica'

ferrovia fano-urbino 2' di lettura 25/02/2014 - C’è una cosa che mette d’accordo tutti: il sedime dell’ex ferrovia metaurense che collega Fano ad Urbino non può essere privatizzato, spezzettato, utilizzato a fini speculativi e per interessi privati.

Quindi sia i fautori del ripristino del servizio di trasporto su rotaia, sia quelli che pensano sia più realistico trasformare quel tracciato in una lunga pista ciclabile, chiedono un intervento pubblico perché il sedime ferroviario continui a svolgere funzioni legate alla mobilità.

L’acquisto da parte degli enti pubblici locali è un’occasione irripetibile, da cogliere senza indugio perché può risolvere alcuni problemi ed aprire nuove prospettive di sviluppo. Infatti: l’ex ferrovia è in vendita perché non rientra da decenni nei piani di RFI; il costo dell’acquisto è molto ragionevole; una lunga pista ciclopedonale potrebbe migliorare viabilità e qualità della vita in aree densamente popolate; l’attrattiva turistica sarebbe notevole con vantaggi economici per l’intera vallata; il possesso delle aree consentirebbe finalmente ai vari Comuni di riqualificare zone spesso degradate; la Provincia potrebbe coordinare tutti gli interventi e realizzare in pratica un unico parco urbano lungo tutta la vallata del Metauro. Per fare tutto questo è indispensabile però che il bene non sia spezzettato, resti in mano pubblica e venga utilizzato, anche per evitare un ulteriore degrado delle strutture esistenti e non pregiudicare nessuna opzione futura. Ma è anche necessario che la Provincia chieda e ottenga dai comuni il mantenimento di un vincolo di inedificabilità assoluta in tutto il sedime ferroviario incluse le aree di rispetto.

L’idea di una sorta di “via verde tecnologica” di cui la pista ciclopedonale può essere solo una parte è stata favorevolmente recepita anche dalla Regione Marche. Crediamo quindi che sia giunto il momento di uscire dall’immobilismo creato dalle opposte prospettive di utilizzo dell’ex Ferrovia. La Lupus ritiene che, in mancanza di studi convincenti sulla sostenibilità economica del ritorno del treno o di un servizio di metropolitana di superficie, la “Via Verde Tecnologica” sia il progetto più realistico e fattibile, prima che il degrado dell’infrastruttura renda inattuabile qualsiasi proposta.






Questo è un articolo pubblicato il 25-02-2014 alle 09:52 sul giornale del 26 febbraio 2014 - 1706 letture

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