Ferrovia da trasformare in ciclabile: 'Facciamo qualcosa di...Seri.o!'

3' di lettura 15/11/2013 - Recentemente il candidato a sindaco di Fano Massimo Seri si è espresso sull’utilizzo della Ferrovia Fano Urbino a favore di una pista ciclabile.

Oltre a ricordare la dismissione dell’esercizio ferroviario, avvenuta con il DM 430 del 15/12/2011, il candidato Seri dovrebbe anche dire che il decreto ministeriale è stato la conclusione di un iter, avviato dall’attuale giunta provinciale, in cui il candidato Seri, nella delibera di Giunta Provinciale n° 217 del 11/06/2010, ha posto la sua firma. Da rilevare che appena nel 2009 una delibera di Consiglio Provinciale, la 15/2009, affermava l’esatto contrario.

Il candidato Seri, oltre a citare i costi di ripristino dell’infrastruttura ferroviaria, dovrebbe anche riportare i costi di una pista ciclabile di 50 km. Dovrebbe sapere, tra l'altro, che le gallerie presenti sul percorso vanno messe in sicurezza ed illuminate e che lungo tutto il percorso ferroviario esistono opere di scorrimento delle acque meteoriche obbligatoriamente mantenute pervie e pulite, specialmente nei tratti in trincea. Il candidato Seri dovrebbe anche sapere che la vegetazione infestante è un problema sulla ciclabile come sulle altre strade. Chi pagherà i costi di manutenzione su tutto il percorso? Con quali proventi?

Il candidato Seri, da buon amministratore, dovrebbe fare ulteriori riflessioni:

- vale la pena buttare alle ortiche un’ opera infrastrutturale dalle caratteristiche tecniche eccezionali (minime acclività, grandi raggi di curvatura, notevole potenzialità di trasporto di persone e merci) che collega la costiera Adriatica con la Vallata del Metauro ed Urbino?
- per non spendere 100 milioni di euro (dove sono i progetti di tale costo?) è giusto distruggere quello che, al valore attuale, vale oltre 1 miliardo senza alcuna speranza e possibilità di ricostruzione nel caso se ne presentasse la necessità in futuro?

Eppure di esempi di ferrovie riaperte (con grande successo) ce ne sono tanti in Lombardia, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige, Puglia; anche nella Regione Marche recentemente si è finanziato l’elettrificazione della Ascoli-Porto d’Ascoli (altro ramo secco) con indubbi benefici sul traffico e la frequentazione.

Con Urbino probabile Capitale Europea della Cultura nel 2019, si è chiesto il candidato Seri quanti turisti potrebbero soggiornare nelle strutture alberghiere della sua città se ci fosse il treno in partenza per Urbino? Noi dubitiamo fortemente che per visitare le tante ricchezze culturali ed ambientali del capoluogo Montefeltresco, principale attrazione culturale e turistica della provincia, qualcuno abbia voglia di farsi pedalate di 50-100Km (con ritorno).

Per concludere: siamo d’accordo con Seri quando dice che la ferrovia Fano Urbino rappresenta per Fano una grande occasione. Tuttavia se propone (subdolamente) di sostituire i binari con il cemento, tale occasione la perde per sempre procurando, per di più, un danno incalcolabile a tutto il popolo vallivo con la rinuncia - voluta scientemente - allo sviluppo delle attività imprenditoriali ed artigianali già illustrate dall'Associazione nei suoi recenti interventi sui media. E se Urbino fallisse nella sua corsa a Capitale della Cultura proprio per deficienza ed incompatibilità del sistema trasportistico attuale, chi si accollerà l'onere e la responsabilità di tale fallimento?






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-11-2013 alle 11:24 sul giornale del 16 novembre 2013 - 1699 letture

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