Confcommercio e la 'burocrazia inutile': 'Per i saldi si è tornati al Medioevo'

2' di lettura 26/06/2013 - La burocrazia inutile e costosa trova facile consenso tra i nostri Amministratori Comunali. Se l’informatica riduce tempi e costi ed elimina la carta, a Fano si riesce a fare il contrario.

Con la delibera comunale n° 29 del 06/02/2013 e quindi fresca di approvazione si sono istituite nuove modalità e tariffe. Quella in oggetto riguarda le comunicazioni da fare al Comune di Fano per le vendite straordinarie. Dove prima bastava un semplice modulo prestampato da consegnare all’ufficio Protocollo in forma gratuita, oggi con questa delibera, nell’era digitale si fa su internet, e dopo lunga elaborazione si chiedono al comunicante, in questo caso il commerciante, il versamento di € 10,00 sotto forma di tariffa da versare in banca o alla Posta. Dal Medioevo al digitale e ritorno, Fano sembra non tollerare risparmi e spreme le imprese all’eccesso. Questo purtroppo accade solo nel Comune di Fano perché nella vicina Pesaro non si paga per comunicare i saldi. Per gli Amministratori fanesi la lotta alla burocrazia è solo nelle parole. Sembra assurdo comunicare al Comune quando non si chiede nulla, ma doverlo fare spendendo tempo e denaro ha il sapore della burla, d’altra parte prendiamo così seriamente il Carnevale da applicare anche una tassa sul tubo! Nel Medioevo il cittadino o meglio il suddito non aveva rappresentanza proprio come a Fano, Comune in cui l’Amministrazione mette tasse e balzelli senza confrontarsi con le categorie e nemmeno discuterne, quando è ora si paga e si sta zitti.

Non ci stiamo a questo gioco al massacro delle Istituzioni, la poca attenzione verso le categorie ed i sindacati impone una riflessione che va oltre le poche decine di euro e sconfina nella mistificazione urbanistica e nell’affarismo. In questo Comune le regole sembrano essere certe solo quando ci sono tasse da applicare. Molti pensano che la burocrazia sia cosa da poco conto, un esempio recente ci dice che un operatore per ottenere un piccolo plateatico fuori dal suo esercizio ha dovuto sottostare al vaglio di 52 permessi! Quanto tempo perso, quante difficoltà ostacolano la libera impresa e soprattutto quanti inutili stipendi pagati con una altrettanto inutile burocrazia.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-06-2013 alle 13:12 sul giornale del 27 giugno 2013 - 1803 letture

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