Tagli alla sanità, il Coordinamento La Salute ci Riguarda: 'Basta fare il gioco delle tre carte'

La Salute ci Riguarda 3' di lettura 08/06/2013 - Il Coordinamento provinciale La Salute ci Riguarda presenta l'Assemblea pubblica informativa che si terrà lunedì alle ore 21 a Fano, presso l'ITC Battisti, per approfondire alcune questioni relative alla riforma sanitaria e dare risposta alle tante domande dei cittadini.

Numero di ambulanze, tagli ai posti letto, mobilità passiva, riforma del sistema sanitario, differenze tra ospedale e azienda ospedaliera. Questi, sono alcuni dei temi che verranno affrontati nell'incontro di lunedì sera. Fernanda Marotti chiede chiarezza: "Le alternative ci sono, per questo vogliamo parlare con tutti i cittadini, sia quelli dell'entroterra, che quelli di Fano e di Pesaro. Tra i nostri obiettivi c'è quello di informare e mettere in rete le diverse realtà sanitarie territoriali". Al centro dell'attività del Coordinamento provinciale La Salute ci Riguarda, il futuro dei servizi socio-sanitari. "Le ultime delibere regionali in materia di sanità prevedono il taglio di 40 posti letto anche in Marche Nord - precisa Carlo De Marchi -. Basta parlare di campanilismi, qui si parla solo di sviluppare una logica di pensiero che tuteli il territori ed i cittadini". Per De Marchi l'esigenza è creare una rete di servizi: "I tagli avvengono perché non si riesce ad implementare la qualità dei servizi, cosa che invece avviene nella vicina Emilia Romagna. La mobilità passiva si può ridurre solo migliorando le prestazioni sanitarie".

A Fano le difficoltà maggiori si registrano nei servizi primari, diagnostici e di prevenzione, ma secondo il Coordinamento La Salute ci Riguarda il primo di tutti i mali è senza dubbio l'aziendalizzazione di Marche Nord, il cui unico scopo è la creazione di rapporti commerciali tra azienda sanitaria e territorio, mediante la vendita di servizi. Per questo, tra i prossimi impegni del Coordinamento c'è quello di un referendum sul project financing. La Salute ci Riguarda ribadisce contrarietà alla localizzazione e all’utilizzo della finanza di progetto per il nuovo ospedale provinciale a Fosso Sejore, sostenendo invece che la cosa migliore da fare sia smettere di parlare di ospedale unico ed utilizzare al meglio, coordinandole e riorganizzandole, le strutture già esistenti.

A tal proposito, diversi comitati e amministratori dell'entroterra si sono già attivati, partecipando a manifestazioni e scendendo in piazza. "I cittadini sentono la mancanza di un presidio di salute. Non c'è trasparenza degli atti, manca chiarezza" ripete De Marchi che fa l'esempio del "gioco delle tre carte" riferendosi alla gestione del sistema sanitario locale. Dello stesso parere anche Antonietta Spadoni: "La riforma sanitaria taglia 78 posti all'Ospedale di Fossombrone, di conseguenze le richieste ricadranno su quello di Fano, così come per il Pronto Soccorso, e finiranno per intasare ulteriormente un sistema già saturo". Il Coordinamento provinciale La Salute ci Riguarda ricorda inoltre che "su tutto questo resta sempre il fantasma della privatizzazione".








Questo è un articolo pubblicato il 08-06-2013 alle 14:13 sul giornale del 10 giugno 2013 - 2292 letture

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