Bene Comune: 'La Città da giocare è un patrimonio della collettività da salvare'

laboratorio per bambini 3' di lettura 15/05/2013 - Ripartire, un termine molto usato in questo tempo, è come se fossimo arrivati ad un capolinea o forse ci fossimo diretti in un sentiero che non portava a nulla. Fermarsi, riflettere e ripartire, ma dove? Da sempre Bene Comune è stato convinto che la strada maestra sarebbe dovuta essere una ripartire da "la Fano città dei bambini", ma pare, una volta ancora, che ciò non corrisponda alla volontà dei nostri amministratori.

La chiusura de “La città da giocare” suona come una campana a morto per la nostra città. Non è infatti solo l’ultimo tentativo di uccidere quanto rimasto di quel sogno bellissimo, che è stato per Fano l’idea di una “Città dei Bambini e delle Bambine”, finora conservato con i denti da chi aveva continuato a mantenerlo vivo. Ma è l’ennesima mano di grigio calato su una città, già martoriata dalla drammatica situazione economica. Non abbiamo mai nascosto l’alta considerazione che abbiamo avuto per il progetto “La Città dei Bambini”. Lo abbiamo sempre ritenuto un percorso di altissimo contenuto etico ed educativo,un vero progetto per la città: da una parte responsabilizzava il bambino, insegnandogli la cura della propria città. Dall’altro l’adulto invitandolo a pensare lo spazio civico prendendo come parametro le fasce più deboli. Ma “Fano Città dei Bambini e delle Bambine”, come spesso succede con le cose di valore, non era soltanto una bella idea per lo spirito: sarebbe potuto diventare anche un importante traino economico. Se fosse esistita un’amministrazione con una visione strategica della città avrebbe potuto vedere le possibilità che quel percorso forniva. Ma appunto serviva avere un’idea di città e quell’idea è sempre mancata. L’economia di Fano è stata indirizzata verso binari morti (distretto navale, nuova edilizia), svalutandone la vocazione turistica, sollecitata più in termini spettacolari con eventi-vetrina che nelle infrastrutture. Ora che i soldi mancano per gli eventi-vetrina il destino turistico di Fano è di mera sopravvivenza.

L’idea “Città dei Bambini e delle Bambine” ha avuto una risonanza nel mondo. Se Fano l’avesse usato come brand, indirizzandosi ad una tipologia di turismo alternativo rispetto alla riviera (le famiglie e i bambini), avrebbe potuto trovare una collocazione autonoma, forse unica nel panorama europeo. Avrebbe inoltre sviluppato una serie di competenze capaci di progettare a livello europeo e di intercettarne i fondi. Inutile oggi scrivere la storia di ciò che non è stato. Ma è necessario almeno salvare il salvabile. E intanto cercare strade nuove per contrastare una situazione ormai tragica che sta prosciugando le esigue forze di questa città, collocata nella provincia che più ha risentito della crisi in Italia (dati Censis). La risposta non può essere lo stato di perenne attesa a cui ci sta abituando il governo locale, né l’insistenza a identificare il rilancio dell’economia locale con una dissennata politica edificatoria che tanti guasti ha già causato al nostro territorio. Serve un’idea creativa di città, non frammentata tra i soliti rivoli dei potentati locali, capace di coagulare le forze economiche attorno a un progetto unitario che sappia individuare con chiarezza i bisogni e le risorse della città . In quest’ottica “la città dei bambini e delle bambine”, potrebbe essere il grande centro della pianificazione urbanistica, degli eventi culturali, della politica ambientale, della strategia economica e turistica per rivitalizzare una città che rischia una lenta morte di inedia. “La città da giocare” va preservata perché simbolo di ciò. Non è patrimonio di una parte politica, ma della cittadinanza. Se quest’amministrazione vi porrà fine, porterà su di sé una responsabilità gravissima.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-05-2013 alle 15:22 sul giornale del 16 maggio 2013 - 1758 letture

In questo articolo si parla di attualità, fano, bambini, bene comune, infanzia

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/MZd





logoEV