Fontane malate: Venturelli le racconta

3' di lettura 21/08/2012 - La vicenda della fontana maltenuta presso il faro del porto e precisamente della “tazza” che le sta sopra si origina nel dopoguerra quando ancora la scuola elementare Filippo Corridoni era integra nel suo alto valore internazionale di architettura razionalista.

Un edificio del 1935 progettato da Mario De Renzi e costruito con tecnologie molto avanzate per l’epoca dalle migliori ditte locali per volere del Comune di Fano.

Ma oggi, credere che per la fontana malata tutto si risolverà solo con la pulizia come da ripetute richieste, rende il senso complessivo della difficoltà di soppesare quei valori artistici, quelle notizie dal passato che la stessa fontana racchiude. Mentre nella vicina Urbino nessuno avrebbe mai cancellato un giardino con fontana costruito da un famoso architetto, Fano fece questo alle Corridoni ove adesso c’è il distributore di benzina. Cedendo in affitto, gli amministratori del dopoguerra quel luogo disegnato da De Renzi, si permise di distruggerlo. Prima del fattaccio, li si poteva andare nei dopocena d’estate ed ascoltare i pesci di Filippo nella vasca a terra che, blub-blob parlavano pianissimo al loro grande cielo, boccheggiando a pel d’acqua.

Unica sopravvissuta alla saggezza di allora, la tazza sopra la vasca; deportata ed immagazzinata, parecchi anni dopo fu messa ove adesso si trova certamente male.

Dopo il “giardino della benzina” seguirono a rate, diversi danni anche notevoli ad uno degli emblemi del Razionalismo architettonico di genere scuola in terra Italiana. Già! perché quel nuovo metodo di progettare che cambiò un’epoca, era nato in Germania prima degli anni venti con Walter Gropius, genio ancor più importante per il nostro tempo industrializzato di quanto non fosse stato Brunelleschi per il Rinascimento.

Inoltre l’offesa morale alla figura di Filippo Corridoni nata da un sessantennio di indifferenza, come testimoniano i danni all’edificio a Lui dedicato, ci dice che soltanto il tempo ha fatto il galantuomo con Filippo, incidendolo nella Storia. Ma produce brividi il confronto tra chi pagò sempre col sacrificio personale il suo amore per il prossimo e chi non ha saputo collocare il lascito umano del sindacalista tra “le cose buone” .

Dunque il problema dei beni storico-artistici cittadini “ stutelati “ siamo noi fanesi; infatti pochi anni fa, terminando il contratto d’affitto con la società della benzina , lo stesso è stato rinnovato mentre un rappresentante del maggior gruppo di opposizione sostenne la necessità di liberare quell’area per allargare la rotatoria ivi presente e fare un altro parcheggio! Due opinioni che forse esprimono un fascino massimamente chic, con il pregio che nascendo in alto, potrebbero divenire facilmente contagiose, condizionando di nuovo il futuro di quel luogo. Di ricostruire semplicemente quel giardino com’era, non se ne parla, sembrando che per il futuro basterà pulire la fontana malata del porto lasciandola li, piena di dolore a celebrazione dei “barbari in casa”!








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-08-2012 alle 18:10 sul giornale del 22 agosto 2012 - 2554 letture

In questo articolo si parla di cultura, fontana, paolo venturelli, fontane malate

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/C1A





logoEV