D'Anna: 'No alla sanità della Provincia in un'unica struttura'

Giancarlo D'Anna 4' di lettura 18/04/2012 - Ci saremo sabato a Fosso Sejore per dire NO all' Ospedale Unico Un no non solo al “Fosso” ma anche negli altri siti proposti. Su questo vogliamo essere chiari e ribadire che l'Unico Ospedale della Provincia non ci piace, nonostante sia un progetto “condiviso” dal Centro destra a livello nazionale e messo in pratica localmente dal centrosinistra con l'avallo dell'opposizione.

Un progetto che nelle Marche prevede 5 ospedali, uno per provincia, (l'ha più volte dichiarato il Presidente Spacca) la riconversione di alcuni ospedali minori in lungodegenza e riabilitazione e la vendita di parte dei restanti ospedali per finanziare operazioni come quella dell'Ospedale Unico.

Non è fantascienza, è emerso anche lo scorso anno da un incontro a Roma tra deputati e consiglieri regionali del Pdl delle Marche e l'allora Ministro alla Sanità Fazio.

In quell'incontro sollevai la questione Ospedale Unico col Ministro e la risposta fu che su quest'argomento “bisognava andare d'accordo col centrosinistra” essendo l'obbiettivo comune. Ho ribadito in quella sede che se quel progetto poteva avere una sua logica in grandi città, le caratteristiche del territorio delle Marche e della Provincia di PU richiedevano un'offerta di Sanità più accessibile e diffusa specie per l'entroterra.

Non è stato sufficiente a far cambiare idea al rappresentante del governo.
Come non sono bastati i numerosi emendamenti al Piano Socio Sanitario che ho presentato in Commissione Sanità prima e in Consiglio Regionale poi che miravano alla difesa di una sanità diffusa, degli ospedali dell'entroterra come quelli esistenti sulla costa.
Sono stati bocciati.

Il motivo è semplice si punta dritti ad un ospedale per provincia, eccetto Ancona.
Una conferma viene dallo stesso Piano Socio Sanitario dove a pagina 224 alla voce “piano complessivo delle azioni”si legge “Azienda Ospedali Riuniti Marche Nord ad integrazione delle realtà di Pesaro e Fano con la realizzazione di una struttura unica per la copertura del bisogno di cura e assistenza al livello minimo di area vasta”.

E' bene “tradurre” per chiarire meglio ai non addetti ai lavori il linguaggio politichese di tale frase.
Si tratta di costruire un ospedale il quale sarà l'unico a “coprire” quindi erogare cura e assistenza a livello minimo per tutta la provincia (area vasta).
E' chiaro dunque che a nostro avviso non si tratta di essere solo contro la localizzazione di Fosso Sejore, sito particolarmente delicato sia dal punto di vista ambientale come infrastrutturale, ma si tratta di denunciare la concentrazione di quanto oggi è diffuso su tutto il territorio provinciale in un'unica struttura ovunque questa sorga, con meno posti letto degli attuali e senza quelle famose eccellenze di cui tutti si riempiono la bocca ma che sul Piano Sanitario si traducono in “livello minimo di cura e assistenza”.
Questi gli atti, queste le scelte chiare votate e approvate da chi ha competenza cioè la Regione.

Appare fuorviante la lunga serie di prese di posizione che parlano lungo la costa a favore dell'ospedale unico e nell'entroterra a difesa degli attuali ospedali, il primo esclude gli altri e fin tropo chiaro.

Non si tratta quindi per noi di essere solo contro la localizzazione (da questo punto di vista personalmente continuo a ritenere che la localizzazione finale sarà un'altra cioè Muraglia) ma contro il progetto di accorpare tutta la sanità in un'unica struttura per la quale non è previsto niente che possa migliorare l'offerta dei servizi per i cittadini anzi isolerà ancora di più l'entroterra, creerà disagi lungo la costa, ridurrà le spese nella nostra provincia per permettere di spendere di più ad Ancona o nella città del presidente Spacca, Fabriano, dove non solo è previsto il secondo elicottero sanitario ma anche l'acquisto di un stabile per il prezzo di tre milioni e mezzo di euro per i nuovi uffici amministrativi dei quell'Area Vasta.

Come ci piacerebbe la sanità in provincia di Pesaro Urbino è presto detto.
Migliorare le infrastrutture esistenti lungo la costa dividere compiti e specialità, investire sul pubblico ridimensionando le costosissime convenzioni col privato, salvaguardare e adeguare le strutture dell'entroterra garantendo l'accessibilità ai servizi sanitari a tutti.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-04-2012 alle 11:51 sul giornale del 19 aprile 2012 - 1314 letture

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