Elettrodotto Fano-Teramo, Italia Nostra chiede un percorso interrato

Italia Nostra 2' di lettura 17/12/2011 -

Il Consiglio Regionale Marche di “Italia Nostra” ha discusso il progetto della TERNA che intende realizzare un nuovo elettrodotto Nord-Sud che, nella nostra regione, va ad interessare la fascia collinare tra Fano e Teramo.



Numerosi sono i problemi posti da tale progetto nelle Marche così come nel territorio nazionale interessato, dal Friuli Venezia Giulia alla Sicilia: di natura ambientale con tralicci di qualche decina di metri di altezza, con un grande impatto visivo sul paesaggio delle colline marchigiane e sui luoghi, di natura sanitaria per i possibili effetti negativi sulla salute di coloro che si ritroveranno i tralicci addosso; l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha considerato i campi elettromagnetici ELF come “possibilmente cancerogeni per l'uomo”, di natura economica per la svalutazione dei terreni e delle attività agricole, turistiche, di green economy che si troveranno vicine al passaggio dell'elettrodotto, di natura democratica perché finora scarsa, assente o tardiva risulta essere stata l'informazione alle popolazioni interessate dal tracciato. I problemi posti non hanno trovato fino ad oggi risposte sufficienti ad eliminare dubbi e perplessità, utili a garantire i diritti al paesaggio, alla salute, alla tutela economica.

Su tali argomenti si sono espressi in maniera negativa comitati popolari spontanei ma anche numerosi comuni quali quelli di Monte San Vito, Ostra, Senigallia, Osimo ed esponenti politici di varie forze politiche. Italia Nostra Marche unisce la sua voce a quella dei critici al progetto Terna ritenendo che l'unica alternativa allo sfregio al paesaggio ed alla green economy, sia la sostituzione degli impattanti alti tralicci con un percorso interrato, come previsto ad esempio in Piemonte in base ad un accordo tra Regione Piemonte e Terna. Sempre ché la diminuzione dei consumi e la crescita di nuove fonti di energie alternative variamente diffuse sul territorio nazionale non rendano l'elettrodotto non più necessario, essendo cambiato di molto dal 2007 lo scenario energetico nazionale. Poiché il progetto è in una fase di Valutazione Ambientale Strategica è questo il momento di intervenire prima che sia troppo tardi. In tal senso si invitano la Regione Marche, le Provincie ed i Comuni ad adoperarsi per la difesa dei territori, della salute e dell'economia locale.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-12-2011 alle 15:17 sul giornale del 19 dicembre 2011 - 585 letture

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